|
|
lunedì, ottobre 02, 2006 |
PRIMA E DOPO LA COLAZIONE.![]() Un giorno il professor Rizzolatti stava facendo degli esperimenti con una scimmia e s'è accorto che l'elettrodo collegato a un neurone faceva Trrrrrrrrrrr non solo quando la scimmia afferrava qualcosa, ma anche quando vedeva l'assistente del professor Rizzolatti che afferrava qualcosa. In pratica, il neurone si attivava quando qualcuno compiva l'azione dell'afferrare. Che era molto interessante, perché voleva dire che c'era una parte del cervello che reagiva alle azioni degli altri e alle proprie nello stesso modo. C'era un neurone che si attivava all'azione mangiare, uno per il camminare, uno per lo spostare eccetera eccetera. A quel punto il professor Rizzolatti si era chiesto se quell'area del cervello si sarebbe attivata se la scimmia avesse solo sentito un'azione, senza vederla. Così aveva detto all'assistente di mostrare per un po' di volte alla scimmia l'azione dello strappare un giornale in due, e poi le aveva fatto sentire solo il suono del giornale che si strappava in due. E il neurone dell'azione strappare il giornale in due s'era attivato. Con un finto suono, cioè un suono che copriva le stesse frequenze di quello del giornale strappato ma non era un giornale strappato, invece non succedeva nulla. In un altro esperimento, il professore aveva mostrato al suo assistente una scimmia e un cane e un uomo che mangiavano, e poi la stessa scimmia e lo stesso cane e lo stesso uomo che dicevano qualcosa nel loro linguaggio, e aveva scoperto che quando la scimmia e il cane mangiavano il neurone del mangiare dell'assistente si attivava, ma quando cercavano di comunicare non si attivava nessun neurone della comunicazione. Con l'uomo invece sì. Che era un po' diverso dal dire che l'uomo non capisce il linguaggio delle scimmie e dei cani. L'uomo non riconosce nemmeno che stanno comunicando. Magari lo sa, però non lo riconosce. Le scoperte del professor Rizzolatti erano state pubblicate, e una ricercatrice inglese aveva fatto un altro esperimento. Aveva mandato delle leggere scariche elettriche nelle mani di alcune ragazze, e poi dei loro fidanzati. E anche se le ragazze potevano solo vedere le mani dei loro fidanzati con i fili attaccati, in loro si attivava il neurone del dolore. Cioè il neurone specchio del dolore, perché questi neuroni si chiamano neuroni specchio. In pratica, il professor Rizzolatti aveva scoperto perché le persone soffrono anche quando altre persone soffrono, e quindi perché le persone non riescono a stare davvero bene finché ci sono altre persone che non stanno bene. Tutto questo l'ho scoperto ieri a una bellissima conferenza tenuta proprio dal professor Rizzolatti, che ha detto anche delle cose molto belle sull'imitazione, che secondo lui è l'unico vero modo di tramandare le conoscenze, e anche sugli autistici, che prima si pensava che avessero problemi a capire gli altri, e invece il loro problema fondamentale è che non riescono a capire se stessi. Perché non riconoscono le azioni, un po' come l'assistente di Rizzolatti non riconosceva l'abbaiare del cane. Solo che gli autistici non riconoscono nemmeno le loro di azioni, e quindi è come se non avessero una spinta naturale a fare le cose, ma per farle devono continuamente pensare di farle. Più o meno. E poi ha fatto vedere queste immagini di un tavolo prima e dopo la colazione, con una mano che afferrava un bicchiere, per spiegare un esperimento in cui si cercava di capire se i neuroni del bere e dell'appoggiare si sarebbero attivati anche in base a quello che c'era attorno alla stessa immagine di mano che tiene un bicchiere. E m'aveva fatto ridere vedere il prima e il dopo la colazione utilizzati come base per un esperimento scientifico, non so perché ma avevo riso. posted by alla.finestra | 11:53 | commenti (32) |