|
|
mercoledì, settembre 20, 2006 |
I GRAFICI DEL SENTIMENTO DEGLI YANOMAMI. Stamattina, in metrò, ho finito di leggere un libro molto bello che parla dell'assassinio di un gruppo di indios dell'Amazzonia da parte di un gruppo di garimpeiros, cioè i cercatori d'oro che avevano iniziato ad arrivare nella foresta alla fine degli anni '80. Il gruppo di indios si chiama Yanomami, e il libro spiega che dopo l'assassinio molti dicevano che tutta la vicenda era un'invenzione del governo per vendere le miniere d'oro dell'Amazzonia ai paesi stranieri. Nel villaggio dove erano stati uccisi gli Yanomami non si trovavano i corpi, solo capanne bruciate e fori di proiettili ovunque. Però quelli che conoscevano bene gli Yanomani sapevano che i morti non potevano essere trovati, perché gli Yanomami li cremano e poi li mettono in delle zucche che portano sempre con loro. Insomma, non c'erano delle vere prove dell'assassinio, e in più dopo un po' si era scoperto che la cosa non era accaduta in Brasile ma oltre il confine, in Venezuela. E così alla fine dei 19 garimpeiros che avevano ucciso gli Yanomami ne furono presi e condannati solo due. Nel libro si parla di questo, ma anche della storia dei garimpeiros e di quella degli Yanomami, e a un certo punto ci sono delle tavole bellissime che spiegano qualcosa del linguaggio degli Yanomami. Sembrano delle specie di grafici dei sentimenti in cui il ricordo, la rabbia e la nostalgia diventano delle lineette seghettate, delle palline grandi e piccole, delle onde. Per esempio la nostalgia per una persona morta è rappresentata da delle specie di ovali su una linea, che sarebbe il tempo, e cresce e diminuisce continuamente, e in alcuni punti, quando sembra che ormai dovrebbe essere passata, torna grande, e così ti viene da chiederti se gli Yanomami abbiano davvero misurato la nostalgia, il ricordo, la rabbia, proprio come degli scienziati dei sentimenti. Però questo nel libro non è scritto. ![]() posted by alla.finestra | 10:57 | commenti (10) |