domenica, novembre 09, 2003
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Alla 53° sessione dell’ONU sui diritti dell’uomo, nel novembre ’97, una seggiolina nera iniziava a preoccuparsi. Il delegato americano aveva già parlato e quello francese stava promettendo cose. Il papuanese aveva chiesto la parola. Sulla scrivania di fronte alla seggiolina faceva mostra di sé un cartello bianco con la scritta INDONESIA. Il cartello che pochi minuti dopo un tizio con una giacca verde avrebbe sistemato davanti a sé, mentre si prenotava per un lungo discorso. Così lo stesso uomo che aveva rivendicato l’esplosione del Challenger e il terremoto in California, lo stesso uomo che con una manifestazione telepatica diffusa attraverso la tv colombiana aveva cercato di destabilizzare la carica del presidente del Bogotà, lo stesso uomo che quattro anni dopo per una settimana avrebbe letto l’oroscopo su Canale 3 Toscana, lo stesso uomo, alla 53° sessione dell’ONU sui diritti dell’uomo, nel novembre ’97, teneva un lungo discorso sui diritti delle minoranze indonesiane. Qualcuno, alla fine, applaudì. Ma nessuno si accorse che quell’uomo non era il rappresentante indonesiano, ma un performer italiano. Gianni Motti si esibirà fino a fine anno a Milano e Lucca, rispettivamente in Galleria Artra e Chiesa di San Matteo. http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=8406&IDCategoria=58
posted by alla.finestra | 12:32 | commenti (3)
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