lunedì, giugno 26, 2006
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qualche giorno fa sono andato in biblioteca per prendere due libri, una raccolta di ricette di cucina molecolare che si chiama "Il gelato estemporaneo" e "A cena con i terroristi", un libro di reportage di Phil Rees, un giornalista che ha passato un sacco di tempo insieme ai terroristi per capire come mai avevano deciso di diventare terroristi. però non ho trovato nessuno dei due, allora ho cercato un po' sul computer della biblioteca e ho trovato un libro che raccoglie i reportage in Africa di Tommaso Besozzi e che purtroppo ha un titolo davvero brutto, "Il sogno del settimo viaggio", e pure la copertina non è tanto bella e se l'avessi visto così per caso in una libreria non l'avrei nemmeno sfogliato. e invece è un libro bellissimo, pieno di reportage incredibili come "Il Don Giovanni della Somalia - Abdulaman Alì Issab, il sultano dei Bimal, sposa a 74 anni una fanciulla che costa 100 cammelli: sarà la sua duecentoquattresima moglie", "Torniamo a caccia in Somalia. Noi italiani rispettammo le mogli di Mohammed - Pensavamo soltanto agli ippopotami e ai coccodrilli che volevamo catturare vivi" e "I poveri bianchi dell'Eritrea - Gli italiani non sono più di 17.000 e vivono chiusi nelle città: ora nelle isole Dahlach si vende la polvere delle loro case". la cosa più interessante, come racconta anche l'introduzione del libro, è che Tommaso Besozzi non era molto interessato alle tribù locali o alla vita dei coloni ricchi, ma cercava di seguire le tracce degli "insabbiati", cioè i camionisti rimasti in Etiopia all'inizio degli anni 50 e che un giorno rimanevano bloccati per un guasto al camion o per un pezzo di strada che non c'era o per i debiti accumulati pagando continui dazi ai giudici del posto, e così si fermavano in mezzo al niente dell'Etiopia e la loro vita rimaneva bloccata lì proprio come i loro camion. a me questa cosa piace moltissimo, e se vi capita di vedere in libreria o in biblioteca un libro con un brutto titolo e una brutta copertina fermatevi ugualmente a darci un'occhiata, magari è proprio lui, "Il sogno del settimo viaggio".
posted by alla.finestra | 13:04 | commenti (3)
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