martedì, febbraio 22, 2005

ieri sera io e il metrò siamo usciti dal tunnel. le pareti si sono trasformate in parchetti, quartieri, lampioni che evidenziano neve. sulla cartina della linea verde i punti bianchi equidistanti delle fermate non avevano più niente a che fare con la realtà. io me ne stavo lì seduto e pensavo Ma quanto cavolo ci mette quanto cavolo ci mette? poi vedevo un aereo militare tenuto in aria da pali di ferro e pensavo Ehi, un aereo militare tenuto in aria da pali di ferro! dopo un po' i quartieri e i parchetti sono diventati strade, fabbriche, cose così, e ho capito che la casa a milano che dovevo andare a vedere non era proprio a milano. così me ne sono sceso a cernusco. faceva freddissimo e il passaggio da un binario all'altro sembrava quello dell'inizio di Se mi lasci di cancello, quando Jim Carrey corre a prendere il treno per Monteaux. anche la neve sembrava quella di Se mi lasci ti cancello, solo che alla banchina non c'era una ragazza con i capelli blu ma un tizio con il cappello nero e i jeans larghi. scusa, gli ho chiesto, sai tra quanto passa il treno? lui ha sollevato la testa e la faccia sotto il cappello era quella di un freddy krueger orientale, tutta bruciata, con gli occhi rossi che colavano sulle guance. il metrò, ha detto lui, non il treno. sì sì, ho detto io. passa tra un quarto d'ora. ah grazie, ho detto, e mi sono girato subito e sono andato a sedermi e mi sono acceso una sigaretta tutto impressionato. poi mi sono infilato le mani in mezzo alle gambe e per un quarto d'ora ho fissato la neve che cadeva sui binari. continuavo a sentire il rumore del metrò che arriva, ma non arrivava mai nessun metrò. solo dopo moltissimo, quando ho sentito davvero il rumore del metrò che arrivava, ho capito la differenza tra i rumori di metrò immaginari e quelli reali. sono salito e davanti a me c'era una signora che dopo aver finito di leggere il giornale s'è nascosta sotto la giacca e in parte a me c'era un tizio straniero che mi dormiva addosso e tutto questo, non so perché, m'è sembrato davvero strano. poi il metrò è rientrato nel tunnel e i parchetti e i lampioni evidenzianeve sono tornati pareti e tutto è ridiventato normalissimo. anche quel pazzo malato di freddy kruger.

ps. tutto questo lo racconto perché nei commenti a uno dei post qui sotto ho promesso che ogni tanto sarei tornato a scrivere le cose un po' come facevo all'inizio del blog. e stasera arriva anche la fantastica foto! proprio come una volta! cavolo comunque è stato faticosissimo, non sono più abituato a fare queste cose.

pipìesse. la foto arriva domani. ma tenete a freno l'aspettativa, arriva domani solo perché stasera sono a cento chilometri dal cavo usb.


 
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