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GIOVANNI FERLINI E IL MISTERO DEL TEMPO. 
un po’ di tempo fa, in edicola, ho trovato una rivista bellissima. la copertina era tutta gialla, e sopra c’era scritto La rivista del mistero, La prima rivista in italia sul mondo del mistero. dentro c’era un articolo che parlava di Giovanni Battista Ferlini, uno che nel 1986 aveva pubblicato un libro che si chiama La barriera magnetica e parla di un suo esperimento con delle enormi calamite. avvicinando le calamite con dei carrelli fino a raggiungere il punto critico, cioè il momento in cui le calamite sono vicinissime ma ancora non attaccate, Giovanni Ferlini aveva creato un varco spaziotemporale, e per un attimo c'era finito anche dentro. i ricercatori che erano con lui avevano detto di averlo visto sparire avvolto da una nebbia azzurrina, e poi ricomparire qualche secondo dopo. anch’io da piccolo avevo fatto degli esperimenti con le calamite. volevo costruire uno skate volante. bastava appiccicare delle calamite di polo positivo sotto la tavola e creare una pista da skate tutta ricoperta di polo negativo, e lo skate avrebbe volato proprio come quello di ritorno al futuro 2! però c’era un problema, e cioè che lo skate avrebbe volato anche di lato, perché non c’erano le ruote a tenerlo dritto. però a questo ci ho pensato un sacco di anni dopo. intanto che progettavo lo skate volante, pensavo anche alla macchina del tempo. avevo preso dei libri di einstein sulla teoria della relatività e in camera mia c’era un fantastico poster con una caricatura di einstein. nei temi lo chiamavo albert. secondo i libri di einstein bastava far viaggiare un’astronave a trecentomila chilometri al secondo, cioè la velocità della luce, per viaggiare nel futuro. in realtà non è che si viaggiasse nel futuro, solo che a quella velocità il presente rallentava moltissimo e quindi, dopo un po’ di tempo, ci si sarebbe ritrovati in quello che intanto era diventato il futuro. più o meno. nel libro einstein diceva anche che questa cosa succede a qualsiasi velocità, e quindi anche chi scendeva da un treno dopo un viaggio si ritrovava un pochino nel futuro, ma proprio pochissimo, qualcosa come 0 alla meno centomilamiliardi di secondi nel futuro.
e così, mentre viaggiavo un pochino nel futuro andando verso milano, leggevo l’articolo su giovanni ferlini e pensavo che presto avrei chiamato la casa editrice per farmi dare il suo indirizzo o qualcosa del genere e andare a trovarlo. anche perché erano passati un bel po’ di anni dall’esperimento, e volevo sapere come era la situazione adesso, nel super futuro del 2005 in cui non avevo mai sentito parlare di varchi nel tempo, di barriere magnetiche e altre cose del genere. perché? l'unico che poteva saperlo era giovanni ferlini!
-CONTINUA!-
posted by alla.finestra | 12:39 | commenti (8)
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