martedì, novembre 02, 2004
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sabato era halloween e io avevo una maschera fantastica che volevo assolutamente mettere. è la faccia di un alieno stupido con delle piccole antenne verdine e i capelli neri ricci pettinati all'indietro. ho chiesto un po' in casa e alla fine mia sorella l'ha tirata fuori da un mobile. era a pezzi. il mento dell'alieno penzolava come se gli avessero spaccato la mandibola. anche la testa era tagliata a metà, e il naso completamente schiacciato. mia sorella ha detto che non era poi così rotta, bastava metterle l'elastico, ma io non riuscivo nemmeno a vedermi bene allo specchio perché uno dei due occhi era completamente chiuso, e appiccicato con nonsocosa. così ho deciso di lasciar perdere la fantastica maschera da alieno. ho preso dei trucchi e ho iniziato a dipingermi la faccia con un rossetto argento brillantinato. alla fine sembravo uno di quei cartoni animati a cui scoppia una bomba tra le mani e gli si annerisce la faccia. cavolo, ho pensato. ho preso il flaconcino del liquido struccante e l'ho versato su della carta igienica e ho iniziato a struccarmi, ma i brillantini non ne volevano sapere di staccarsi dalla faccia. tanto, ho pensato, li copro con il nuovo trucco. ma il nuovo trucco faceva schifo e ho dovuto tirare via pure quello. al terzo risultato orribile ho deciso di non truccarmi. avevo la faccia tutta appiccicosa e piena di brillantini e mi ero pure depresso. così ho deciso di chiudermi in un cinema e non vedere nessuno. ho chiamato, m'hanno detto cazzo ma dai vieni, t'abbiamo aspettato apposta, sei un bastardo, e io ho detto dai venite voi al cinema, e la risposta è stata più o meno ma vaffanculo. però tutto amichevolmente. al cinema un po' mi vergognavo per via dei brillantini. mi sono seduto in fondo con una lattina di té al limone e la cannuccia, ed è iniziato 2046. quando ho visto la città del futuro dell'inizio ho pensato oooh, wow, il futuro! ma poi il futuro è scomparso e è diventato tutto terribilmente noioso e senza idee. dopo una mezz'ora mi sono alzato e ho fatto un giretto per il cinema e mi sono infilato nella seconda fila di una sala. davano la mala educaciòn, erano al punto in cui juan e l'amico di ignacio vanno in macchina con in sottofondo cuore matto. io sapevo già che juan non era ignacio, ma mi sono divertito comunque. ho anche notato che quando juan se ne va dalla casa dell'amico di ignacio si tocca i pantaloni cercando qualcosa, cioè il suo accendino. quando il film è finito, fuori pioveva. io mi sono infilato in un sottopassaggio a una decina di metri dal cinema e sono arrivato in un giardinetto. c'era un'aiuola al centro e delle piccole scalette ai lati. il giardinetto divideva, anzi univa, due piccoli palazzi eleganti. all'entrata dei palazzi c'erano delle targhette dorate o argentate, e sulle targhette c'erano scritte cose tipo dottore, avvocato, medico chirurgo, odontoiatra, blablabla. i palazzi indossavano le targhette come fossero medaglie al valore, e mi veniva da ridere guardandoli perché nelle finestre si vedevano gli sguardi seri di chi li abitava. dopo un po' me ne sono andato. a casa m'aspettava blob - fluido mortale, con steve mcqueen.
posted by alla.finestra | 12:43 | commenti (3)
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