|
|
domenica, ottobre 10, 2004 |
Lo stipite diventa tuo amico; diventa manager di quel miniuniverso di privacy e calduccio che è la tua cameretta. Lo stipite non è un pezzo della finestra. Lo stipite è la finestra; così come il rinoceronte è il corno e l'Italia è Berlusconi. Questa notte, tuttavia, ammetto che avrei dovuto fare altro. Avrei dovuto parcheggiare me e qualche amico all'ingresso di brillanti locali dal nome caraibico e poi assieme avremmo sfoggiato bicchieri colmi di mojito nelle nostre mani destre; ma ho solo amici mancini e da questo tedio è nata l'esigenza di parlare di stipiti. Pensa, ripensa, infine ho rispolverato un gioco che facevo da bimbo, a casa dei miei nonni, casa sprovvista di giocattoli e gravemente a misura di anziano (mio nonno era un tipo "cellophane sugli elettrodomestici e non usarli perchè sennò si rovinano"). E così la tv era nuova e impacchettata (da anni); la radio era nuova e imballata (da anni); il motorino delle luci del presepe era nuovo e sigillato, da anni pure quello. Bene (?): io, triste, in rotta di collisione con nonni, cugini e zii, io voglioso di gio-ca-re, andavo in bagno e, mentre evacuavo, usavo la finestra, ad un'anta sola, come timone di un aliscafo immaginario. Più la aprivo più i motori friggevano e dovevo fare brshh con la bocca, più la chiudevo e più il suono diventava fsshh; intanto, in falsetto, placavo i naviganti: l'onda anomala che si era generata poco prima dal tifone-sifone era ormai un ricordo e pure i tuoni dal ventre oceanico erano terminati . E così passavo quarti d'ora a fingermi ammiraglio e me la ridevo tra le puzzette e le marette. Tra strepiti di marinai affoganti e stipiti di oblò annacquanti. Finchè nonno non apriva la porta del bagno. Apriva ed entrava - che m'ero scordato di chiudere a chiave - entrava e lo stipite del cesso scopri che non è come lo stipite da gioco della finestra, scopri che è uno stipite schiavo della chiave e nonno ora è dentro e ti può vedere. Ti ha scoperto che caghi e giochi, e questo è peccato: non si gioca col cibo, dice, nemmeno quando il cibo lo caghi. Ti ha scoperto e cerchi metri di cellophane con cui ricoprirti, ma la storia deve finire qui anche perchè poi la foto che c'è dopo è distante troppi pixel dal resto della storia e non si capisce più bene che c'entra. ![]() :: photo & words copyrighted and posted by medo under permission of "the Thomas guy" :: posted by alla.finestra | 14:11 | commenti (3) |