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lunedì, settembre 20, 2004 |
"Nevicava, c’era ghiaccio e bora, dovevo stipulare una polizza ad un cliente che abitava all’estrema sommità di una strada, la più ripida della città. Tenendomi per i cancelli e per i muri, vi arrivai. La luce era venuta meno, il cliente se ne stava a letto per mitigare i rigori del gelo. Nel vedermi restò esterrefatto e nello stesso tempo amareggiato, perché gli avrei potuto portare almeno il pane e il latte. Indossò un cappotto e in cucina stipulò la polizza. Ridiscesi da quella interminabile strada utilizzando la mia valigetta a mò di slitta. Un mio collaboratore quel giorno non uscì di casa, pur abitando in centro città. Viceversa, uscì definitivamente dalla mia agenzia."
Il 12 ottobre 1963 il padre di Carlo Fresa lo prese da parte e gli disse: "Devi ritenerti fortunato perché al contrario di me ti trovi già ad iniziare seduto su una sedia di legno. Starà solo a te, nel corso degli anni, farla diventare comoda ed elegante". Era il suo primo giorno da agente. Ora, Carlo Fresa è agente dell'anno di una grande compagnia d'assicurazioni. E la storia qui sopra è sua e mi piace tantissimo. posted by alla.finestra | 13:29 | commenti (1) |