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mercoledì, settembre 08, 2004 |
LA MALEDIZIONE DI JAR!
Cinthia May e Mark Romer erano così ansiosi di trovare una casa dove potersi coccolare alla larga del Signor May che non diedero ascolto a chi diceva che la loro villetta era infestata dallo spirito del cavallo di Jar. Sono dicerie di contadini, disse il tizio dell’agenzia immobiliare tutto sorridente, Il cavallo di Jar! Fa quasi ridere. Ah, ecco le chiavi della villa. Purtroppo non potrò visitarla insieme a voi perché mia madre ha un tumore al cervello grosso come una melanzana. Il medico dice che le si potrebbe aprire il cranio da un momento all’altro, e non vorrei perdermi lo spettacolo! Così Cinthia May e Mark Romer il mattino dopo si alzarono di buon’ora, montarono sulla loro vecchia Harley Davidson e si godettero il vento tiepido che percorreva i tornanti della collina di Jarville. Ehi, guarda!, disse Cinthia a un certo punto, Cavalli! Mark rallentò. Da dietro una staccionata, una branco di una decina di cavalli fissava la Harley Davidson e i due passeggeri. Sembrano intelligenti, disse Mark. Cinthia non disse niente. Il motore della Harley tornò a ruggire lungo i tornanti. La villa era una villetta come tante altre. Il giardino era abbastanza ordinato, anche se in alcuni punti l’erba era stata estirpata. Dietro la casa c’era una grossa stalla. Mark spinse il portone di ferro ed entrò a dare un’occhiata, mentre Cinthia si fumava una sigaretta in giardino. C’è un odore orribile qua dentro!, gridò Mark. La fiammella del suo accendino faceva sparire e riapparire barlumi di fango, corde, assi di legno. Mark puntò l’accendino verso il punto da cui proveniva la puzza e lo fece scattare. Vide un’insegna fissata al soffitto con due corde. Nell’insegna era scavata una scritta che diceva: JAR! Cazzo!, disse Mark, e lasciò cadere l’accendino che all’improvviso s’era fatto bollente. Ripescarlo in mezzo al fango era impossibile. Mark allungò le braccia e iniziò a tastare i muri di legno della stalla per trovare l’uscita. Ma il calore che d’un tratto sentì sotto le sue dita non era quello di una trave di legno. Sembrava… era il corpo di un cavallo! Mark iniziò a correre e battere i pugni contro ogni cosa. Cinthia!, gridò, Cinthia! La luce del giorno irruppe nella stalla. Cinthia!, disse Mark saltando verso il rettangolo di luce. Quando vide la sua amata consorte, Mark non riuscì a trattenersi dall’abbracciarla. Mark, sei sporco come un cane randagio!, disse Cinthia. E risero insieme mentre la porta della stalla si chiudeva alle loro spalle. FINE PRIMA PARTE. Cosa nasconde la villa della collina di Jarville? Lo scoprirete tra poche settimane. Nel frattempo, cercate di... sopravvivere!!! posted by alla.finestra | 12:39 | commenti (13) |