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mercoledì, luglio 01, 2009 |
MICHAEL JACKSON, I POMERIGGI ASDF-OLKJ E IAN MALCOLM. La maggior parte dei visitatori di questo blog è sempre stata attirata qui da una trappola che però non è che l'ho costruita io, s'è creata da sola in qualche strano modo che io non capisco, e la trappola è questa immagine qui:
Non so perché ma è tra le prime che escono quando su Gugol immagini si cerca Michael Jackson (ehi, forse è perché è un'immagine di Michael Jackson!). E così ogni volta che Michael Jackson si metteva una nuova maschera, ogni volta che annunciava un nuovo tour, ogni volta che un nuovo pezzo del suo corpo cibernetico veniva alla luce, ecco il super boom di visitatori. Dal 26 giugno sono quasi duemila al giorno, e prima pensavo che questa sarà l'ultima visita dei visitatori che cercano Michael Jackson a questo sito e di salutarli con un bel moonwalk, anche se poi mi sono reso conto che continueranno ad esserci rivelazioni su Michael Jackson almeno per i prossimi cinquant'anni, quindi niente moonwalk per i prossimi cinquant'anni. Pensando a tutta questa faccenda di Michael Jackson m'è venuto in mente pure l'altro super boom di visitatori, quello a questo video, in cui non si vede una lattina che si schiaccia da sola ma s'è veramente schiacciata da sola. A un certo punto è comparso un commento che diceva esattamente così: ┫━━ ┃ ━━┣┛ ┣┫ Copia questo se
┃ ━━━━━ ┃ ┏┳┫┣┳ ritieni che tale ┗━━┳━┳━━┛ ┃ ┃utente meriti di ━━━━┃ ┃ ┗━┳┳━┛andare a cagare
E da quel commento in poi quasi tutti i commenti sono stati identici, solo che a parte il fatto dell'andare a cagare non ho capito perché qualcuno dovrebbe copiare e incollare questo commento, a pensarci mi sono venute in mente le mattine passate nel laboratorio di informatica in prima e seconda superiore, che bisognava riempire lo schermo di asdf òlkj, uno continuando a riempire lo schermo di asdf òlkj avrebbe imparato a scrivere velocissimo e usando tutte le dita, si pensava, ma siccome per riempire un foglio di asdf òlkj bastava copiare e incollare le lettere senza bisogno di scriverle avevamo un sacco di tempo libero in quelle ore, e quel tempo libero lo passavamo in internet e anche se non c'era ancora youtube se ci fosse stato magari quello sarebbe stato il posto e il momento in cui avrei potuto copiare e incollare pure un commento così su youtube, in una di quelle due ore di totale noia e scambi di pugni forti ma silenziosi. Però non capisco cosa vogliono dire quei quadretti accanto alla scritta, forse quelli sono ancora più preoccupanti dell'andare a cagare, sembrano un codice alieno, un maledetto codice segreto di maledetti alieni che cercano di controllare il mio maledetto cervello, maledetti.
Insomma, tra Michael Jackson, l'andare a cagare, le lattine e gli alieni mi sto accorgendo che la mia vita virtuale, che fino a un po' di tempo fa mi sembrava ancora qualcosa di sensato, è controllata da eventi che io non posso assolutamente controllare.
Quindi che fare?
Boh. Penso che aspetterò la prossima invasione di visitatori casuali, che con le loro ondate di visite mi fanno venire in mente la teoria del caos, che mi fa venire in mente Ian Malcolm, il matematico superstar di Jurassic Park, che, ho scoperto, ha una teoria catastrofista anche su internet:
«...Io personalmente ritengo che il cyberspazio rappresenti la fine della nostra specie».
«E perché?». «Perché implica la fine dell'innovazione. Quest'idea di un mondo interamente cablato significa morte di massa. Tutti i biologi sanno che piccoli gruppi in isolamento si evolvono rapidamente. Metti mille uccelli su un'isola in mezzo all'oceano e la loro evoluzione sarà rapida. Ne metti diecimila su un continente, e l'evoluzione rallenta. Ora, nella nostra specie l'evoluzione si verifica soprattutto attraverso il comportamento. Per adattarci noi lo mutiamo. E, come tutti sanno, l'innovazione si verifica solo in gruppi ristretti. Se hai una commissione formata da tre persone, forse qualcosa si riesce a fare. Con dieci, diventa più difficile. Con trenta, tutto si blocca. Con trenta milioni, diventa impossibile. Questo è l'effetto dei mass media: far sì che nulla succeda. I mass media soffocano la diversità. Rendono uguali tutti i posti, da Bangkok a Tokyo a Londra. C'è un McDonald's in un angolo, un Benetton in un altro, un Gap all'altro lato della strada. Le diversità regionali spariscono. Tutte le differenze si annullano. In un mondo dominato dai mass media, tutto viene a scarseggiare, tranne i dieci libri, i dieci dischi più venduti, i film più visti e le idee più correnti. La gente si preoccupa perché nella foresta pluviale la diversità delle specie è in diminuzione. Ma che dire della diversità intellettuale, che è la risorsa più necessaria? Quella sparisce ancora più in fretta degli alberi. Ma noi non l'abbiamo ancora capito, e così contiamo di unire cinque miliardi di persone nel cyberspazio. E questo congelerà tutta la specie. Tutto si bloccherà. Tutti penseranno le stesse cose nello stesso momento. L'uniformità globale...»
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