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domenica, febbraio 03, 2008 |
IL SOGNO DELLA DISCESA LISCIA.
Ultimamente non è che ho tanto tempo. Cioè, non è che non abbia tanto tempo, è che il tempo che ho non è il tempo che voglio, vorrei avere del tempo nei momenti in cui ho voglia di tempo, ma il tempo che ho ultimamente è costituito da intervalli ben precisi, solo che io non sono uno che si organizza e gli intervalli ben precisi andrebbero bene per uno che si organizza, invece io ho dei bisogni impulsivi di tempo, e ogni bisogno impulsivo di tempo che non posso soddisfare mi pare mi faccia andare un po' lontano da quello che vorrei, e pure da quello che vorrei essere, quindi forse quello che sono in realtà si manifesta solo in piccoli intervalli di tempo casuali che aspetto per il resto del tempo. In questa situazione, i miei confidenti più intimi sono diventati i sogni. Me li ricordo praticamente tutti, e a volte quando mi sveglio devo prendermi il tempo di ricostruirli, di fare tutti i collegamenti che mi vengono in mente, ci metto un'ora e mezza di solito, almeno. I sogni sono una cosa terribile quando ci pensi, quello che viene fuori è sempre il peggiore degli scenari, per esempio nell'ultimo che ho fatto ero in un corridoio che scendeva, il fatto che ci fosse un corridoio in discesa e non delle scale era un'idea ben precisa, e m'ha fatto venire in mente alcuni momenti in cui m'ero trovato davanti a una discesa ripida che la si poteva fare a scalini oppure liscia (non in senso metaforico, c'erano davvero dei dannati scalini e la stessa discesa in versione liscia), e io in questi momenti, che si ripetevano praticamente ogni giorno, ogni tanto sceglievo la versione liscia, e me la godevo la versione liscia, a volte mi fermavo e giocavo a stare in equilibrio, stavo con i piedi in discesa e io invece dritto, poi provavo a stare perpendicolare alla discesa e scivolavo, c'era il sole di solito, e tutta questa cosa era un modo per prendermi una rivincita sul fatto di dover fare ogni giorno la stessa discesa, così invece tornavo ad essere io il padrone della discesa, a scegliere se farla e come farla, anche se poi alla fine dovevo farla. Nel sogno il corridoio era tutto in discesa liscia, i gradini nemmeno c'erano, stavolta la discesa liscia non era una mia scelta. E pure la sensazione mentre la scendevo non era più la stessa: la facevo un po' di fretta, senza godermela, senza fermarmi a provare i limiti dell'equilibrio. E al pensiero che questa discesa liscia sia una specie di metafora del periodo che sto vivendo ultimamente un po' mi viene da piangere. Però poi non piango, dopotutto questo è il blog di Fabri Fibra. posted by alla.finestra | 21:11 | commenti (2) |