sabato, novembre 17, 2007

DI COSA E' FATTO IL DAVID DI MICHELANGELO?

Oggi era la mia seconda volta in laboratorio, il laboratorio è carino anche se devi fare tutto di fretta, e io devo fare ancora più di fretta perché alle sei devo assolutamente uscire, però mentre mi trovavo con un bicchiere con dentro del perborato di sodio o qualcosa del genere e dovevo versarci dentro dell'acqua ossigenata ho avuto tempo per pensare che una cosa semplice come quella che avevo in mano fuori da quel laboratorio non poteva esistere, una soluzione di acqua distillata con dentro solo del perborato di sodio e nient'altro, e improvvisamente m'è sembrato d'avere in mano una cosa ridicola, un bicchiere con dentro dell'acqua colorata, e ho pensato alle reazioni che avvengono fuori, dov'è che avvengono, fuori, le reazioni? A parte quelle incomprensibili tra quelle molecole enormi tipo il dna o robe del genere, dov'è che succede qualcosa come nel bicchiere di perborato? Forse, ho pensato, il segreto di tutto è l'acqua. In laboratorio si lavora sempre con delle soluzioni, delle sostanze sciolte nell'acqua. Se mettessi a contatto le stesse sostanze da solide non succederebbe praticamente nulla, ma nell'acqua ecco che si mescolano, che si incontrano intimamente, come ha detto una volta il professore di stechiometria. Anche là fuori, ho pensato, avverranno questi intimi incontri, ma dove? Bisognerebbe vedere dove va l'acqua, dove vanno i liquidi, è dove c'è un liquido che tutto viene accelerato, se in un posto arriva l'acqua allora lì possono succedere le cose che succedono nel bicchiere. Ma molto più complicate, chissà che soluzione arriverà lì. C'è un mio amico che insegna chimica agli studenti di beni culturali e agli esami chiede "Di cosa è fatto il legno?", oppure "Il David di Michelangelo, di cosa è composto?", secondo me sono delle domande bellissime, infatti nessuno sa rispondere, nemmeno io saprei rispondere, a volte nemmeno il mio amico sa rispondere, però fa lo stesso la domanda, anche se poi non so se dice che la risposta non la sa neanche lui. Sarebbe bello però. Partire da quello che non si sa, insegnare il non sapere, uno poi capirebbe quante cose non sa quando si ritrova in mano il bicchiere di perborato, che dal nome sembra che sai il perborato sai tutto.

 


 
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