giovedì, aprile 26, 2007
Qualche giorno fa mi sono svegliato malissimo, erano le sei del pomeriggio e ho pensato che era meglio se facevo un giro, anzi, DOVEVO assolutamente fare un giro. Sono uscito a piedi, c'è un parco proprio dietro casa mia, un parco enorme, lì potevo fare proprio il bel giro che avevo in mente. Mi sono fermato un po' vicino al fiumiciattolo che passa accanto al parco, c'era un punto in cui l'acqua faceva delle bollicine, non capivo perché faceva quelle bollicine, non c'erano pesci o cose del genere che si muovevano lì sotto. Più in là, sempre nel fiume, c'era un carrello del GS. Ancora non lo sapevo, ma stavo per entrare nel pericolosissimo territorio dei...

... TREVOR! (O TRE3BOL, O TRE3BOR!)

Ho proseguito lungo il fiume, qualcuno mi superava con la bici, qualcuno con i pantaloncini da jogging, due signori invece li ho superati io, uno stava dicendo all'altro Non ti immaginavo così, l'altro rispondeva Sì, insegno al ginnasio, o qualcosa del genere. Dopo un po' ho guardato nel prato e ho visto due ragazzi che si venivano incontro su una collinetta, uno era un sudamericano vestito larghissimo, l'altro un marocchino vestito stretto, andavano così lenti che sembrava che non si sarebbero mai incontrati. Invece a un certo punto si sono ritrovati vicini, e dopo qualche movimento delle labbra hanno iniziato a spingersi, ma senza lasciarsi troppo andare, poi altri ispanici vestiti larghissimi si sono staccati da un gruppone ai piedi della collinetta e due amici del marocchino hanno deciso che era meglio portarlo via. A me è venuta voglia di passare vicino al gruppo degli ispanici, ma quando ho visto che per proseguire avrei dovuto passargli in mezzo ho deciso che era meglio tagliare nel prato. Un po' di tempo dopo ho scoperto che quelli non erano degli ispanici qualsiasi, ma i terribili Trevor, che però si firmano Tre3bor o Tre3bol, e il loro capo è un certo Causa, uno che faceva parte dei New York Latin, la gang che è venuta dopo i Latin King, che io non avevo mai sentito parlare di nessuno di questi ma poi ho scoperto che ogni tanto s'accoltellano in giro. Mi spiace solo di non avergli fatto nemmeno una foto, su google immagini ho trovato un'altra gang che si chiama Trevor ma non è che ci somiglino molto.


 
martedì, aprile 24, 2007
IL PENTAGRAMMA DEGLI ELEMENTI!

Un po' di tempo fa nella terza chimici si parlava di Kekulé, il tizio che ha scoperto la struttura del benzene, e il professore diceva che in realtà non era stato Kekulé a scoprire la struttura del benzene, che tutta la storia delle sue visioni di lingue di fuoco davanti al caminetto e del sogno del serpente che si morde la coda se l'era inventata per non dire che la struttura del benzene gliel'aveva suggerita un suo studente. E pure la tavola periodica, ha detto il professore, non era stata proprio un'idea di Mendeleev. C'era un chimico inglese, John Newlands, che era appassionato di musica e a un certo punto aveva notato che anche gli elementi avevano una loro armonia, e che le loro proprietà chimiche si ripetevano ogni otto passaggi, e aveva chiamato questa cosa la Legge delle ottave, solo che gli altri chimici l'avevano preso in giro, un fisico che si chiamava Foster gli aveva persino detto che era meglio se provava a mettere gli elementi in ordine alfabetico. Poi Mendeleev ha fatto la sua tavola e la Legge delle ottave è diventata la Legge dell'ottetto, che poi è la stessa cosa.

"John Newlands riuscì a pubblicare le sue brevi note sulle relazioni fra gli equivalenti solo sul CHEMICAL NEWS, il giornale diretto da Crookes che, tra l'altro, appoggiò in ogni modo l'ascesa professionale della categoria cui apparteneva Newlands (e a cui era appartenuto Dalton). 

Finalmente, dopo ancora un anno, (agosto 1865) Newlands dà anche un nome alla sua relazione chiamandola “legge delle ottave”. Un lungo sentiero di ricerca, che si interrompe definitivamente nel marzo del '66, quando Newlands presenta la sua legge in una comunicazione alla Chemical Society. Nella tavola offerta alla discussione gli elementi sono ordinati secondo i pesi atomici di Cannizzaro (citato esplicitamente), all'inizio delle ottave si trovano l'idrogeno, gli alogeni e i metalli di quello che sarà poi chiamato l'ottavo gruppo. Le ottave si susseguono verticalmente, e orizzontalmente sono allineati gli alogeni, i metalli alcalini, gli alcalino terrosi, e via di questo passo, con qualche incertezza e camuffamento, ma certo anche con un buon orientamento nella direzione giusta. Nella discussione la beffa da parte di G.C. Foster, un fisico: 

“ ... ha il signor Newlands provato ad ordinare gli elementi secondo la loro lettera iniziale? ... perché qualsiasi disposizione potrebbe presentare delle coincidenze occasionali ...”. 

Newlands aveva 'scelto' il posto e l'anno sbagliato. Sir Benjamin Brodie, professore di chimica ad Oxford ed uno dei massimi esponenti della comunità chimica inglese, stava per dare alla luce un ponderoso saggio ‘algebrico’ in cui con una disinibita libidine simbolica sosteneva, “un metodo perfettamente indipendente da qualsiasi ipotesi atomica sulla natura del mondo materiale, ed in cui il simbolo è collocato in immediata relazione con il fatto, essendo il suo equivalente simbolico”. Dopo novanta fitte pagine ecco il risultato ‘filosofico’: 

“... i 'pesi semplici' possono essere trattati come esistenze 'ideali', o create e chiamate all'essere per soddisfare alle esigenze dell'intelletto, per metterci in grado di pensare in riferimento ai fenomeni chimici, ma destinati a svanire dalla scena quando avessero assolto al loro compito”. 

Il maggiore storico della chimica del nostro secolo, Partington, commenta gelidamente: “fra gli altri risultati veniva coinvolta l'equazione 0 =1 /140, ma questo esito non impedì a Sir Brodie di dirigere alla Chemical Society, tre anni dopo (4 novembre 1869), un dibattito sulla teoria atomica in cui si svolse un vero e proprio referendum sui fondamenti conoscitivi dell'atomismo. Frankland, uno dei fondatori della teoria della valenza (proprietà tipicamente discreta e discriminante), sostenne che “era impossibile pervenire alla verità, se la materia fosse composta di particelle piccole e indivisibili, o se fosse continua - la questione apparteneva a ciò che i metafisici chiamavano ‘l'inconoscibile’”. Odling, che assunse la cattedra di Brodie nel 1872, e che aveva lavorato sulle teorie organiche e su quella della valenza, affermò che “come chimico non era interessato al problema se la materia fosse infinitamente divisibile o non”. Non poteva mancare il contributo dell'ineffabile Foster che pensava che “le idee sull'esistenza dei costituenti dei corpi nei composti non sono idee assolutamente necessarie” e che di fronte alle reazioni “potremmo forse tornare, con grande beneficio, alla nozione che una porzione di materia è effettivamente trasmutata (transmuted) in un'altra: che essa cessa di esistere come tale, ma qualcosa d'altro prende il suo posto”. Appare chiaro come da un simile consesso il buon Newlands non potesse sperare di trarre molto stimolo nelle sue ricerche sull'ordine degli elementi".


 
venerdì, aprile 20, 2007
IL GAMEBOY DELLA CHIMICA!

Un po' di tempo fa ho letto su Le Scienze che degli scienziati del MIT hanno inventato questo chip che funziona, invece che con gli elettroni che passano nei circuiti o qualcosa del genere, con delle microbolle di azoto che passano in dei tubetti minuscoli, e che queste microbolle di azoto (o anche di qualcos'altro) potrebbero venire riempite con delle piccolissime dosi di sostanze chimiche e fatte scontrare per creare delle microreazioni!

Così mi sono immaginato una specie di Gameboy chimico con cui tra un po' di anni si potranno sintetizzare sostanze mentre si torna a casa in metrò, o seduti su una panchina del parco, al momento non ho ancora un'idea precisa di cosa sarà davvero possibile fare, ma mi piace moltissimo questa cosa della ricerca che diventa tascabile, proprio come i giochini d'acqua che vendono al mare in cui bisogna infilare i cerchietti nei bastoncini.

 
martedì, aprile 17, 2007
IL MUSICAL DEI BRUTTI CEFFI!

Stanotte ho sognato che ero con il compagno Amro e un suo amico a casa mia, lui mi aveva procurato un po' di fumo e io avevo fatto una canna e quando gliel'avevo data lui aveva detto Fa schifo questo fumo, è sintetico, e io Ma me l'hai appena dato tu! Dopo andavamo a fare un giro, c'era anche una ragazza con noi, sembrava la figlia di Ozzy Osbourne ma più magra, e a un certo punto ci ritrovavamo nel cortile di un palazzo, era notte e in fondo al cortile c'era una salita buissima, e la ragazza diceva Andiamo di là, e io dicevo che di là non c'era niente, solo il retro del palazzo, ma lei insisteva e allora andavamo di là e c'era questa fila di barboni che dormivano nei sacchi a pelo, ma una fila lunghissima, saranno stati almeno trenta barboni, e poi c'era anche un ponte di ferro strettissimo, dall'altra parte c'erano un sacco di brutti ceffi che facevano una specie di balletto tipo musical, e per tornare indietro dovevamo correre e i brutti ceffi cercavano di prenderci, sembrava una puntata di giochi senza frontiere in cui invece delle squadre con i bei costumi colorati c'erano spacciatori, puttane, scippatori. Però ce l'abbiamo fatta tutti, a arrivare dall'altra parte.

 
venerdì, aprile 13, 2007
L'altro giorno ho chiesto al compagno Amro perché non si fa fare una base dal ragazzo grunge, che le canzoni hip hop con la chitarra a volte escono belle, per esempio il Grey Album è un bel disco, e lui ha chiesto al ragazzo grunge se riusciva a fare qualcosa di figo e il ragazzo grunge, che s'è tagliato la barba a parte le basette, ha detto Boh ci provo, non lo so. Secondo me non la faranno mai questa canzone. Però in classe c'è una luce bellissima, la stessa di quando facevo il pomeriggio alle elementari e organizzavamo spedizioni nei sotterranei della scuola alla ricerca della Spada di Ghiaccio e cercavo di costruire lo skate volante con le calamite, ora dove lo trovo qualcuno con cui costruire lo skate volante? Ultimamente sto scrivendo dei fumettini, fanno schifo però mi diverto a farli, la sera. E' bello perché con una freccia posso passare da un punto all'altro del foglio, se voglio torno anche indietro, e riempio tutto di parole e schizzetti finché il foglio è completamente pieno di roba, e a quel punto di solito sono contento e smetto e penso Cosa faccio adesso?

(Attenzione: in questo post è completamente omessa la questione crisi esistenziale! Anche wikipedia non ne parla, alla voce crisi escono solo "Crisi film del 1928", "Crisi film del 1946 di Ingmar Bergman", "Crisi tra due soggetti, ha inizio quando le parti non sono più disponibili a trattare tra loro per rendere compatibili i rispettivi obiettivi" e "Crisi del sistema economico di una nazione". Comunque se qualcuno di voi vuole può crearla ora!)


 
TRUCCHETTI E' TORNATO!

 
mercoledì, aprile 11, 2007
Un po' di tempo fa ho visto un film bellissimo che si chiama L'enigma di Kaspar Houser, e dopo aver visto il film mi sono visto pure gli extra, c'era un documentario in cui Werner Herzog, il regista, stava davanti a un fiume e parlava dei suoi film, e uno di questi film era un documentario su uno sciatore svizzero, uno di quelli che fanno il salto con gli sci, e si chiamava La grande estasi dell'intagliatore Steiner. E c'era una sequenza bellissima di Steiner che saltava, con degli occhialoni da pilota d'aereo, e si ritrovava con solo il cielo in sottofondo, proprio come stesse volando.


 
martedì, aprile 10, 2007
Stamattina il treno a un certo punto s'è fermato, io ero seduto in fondo e dopo un po' qualcuno ha detto che uno si era buttato sotto, e un ragazzo ha detto che anche secondo lui si era buttato sotto uno, e io ho pensato Ma che ne sa questo che s'è buttato sotto uno, magari s'è rotto il motore, oppure c'è qualche ingorgo di treni più avanti, e ho fatto un giro dei vagoni e a un certo punto una mia amica m'ha detto che aveva visto una cosa, e io le ho detto Cosa? Cosa?, e lei ha indicato fuori da una porta, appiccicati al blu della vernice c'erano dei pezzettini di roba rosa scuro, dei pezzettini di quello che s'era buttato di sotto.

 
giovedì, aprile 05, 2007
BAR E ALAMBICCHI!

L'altra notte mi sono svegliato alle cinque, ma non per un brutto sogno, anzi avevo in mente una frase che mi piaceva tantissimo, diceva "I bar sono gocce di soluzione elevate nella forma, con le quali è possibile...", ma non mi ricordavo cos'era possibile fare con quelle gocce che s'erano elevate nella forma ed erano diventate dei bar (mi piaceva un sacco questa cosa che una goccia, che non ha una forma precisa, se le si alza il parametro "forma" può diventare un bar!), allora mi sono alzato e alla luce del cellulare ho scritto la frase su un foglietto e mi sono rimesso a letto, e appena i pensieri hanno iniziato ad arrivare da soli mi sono accorto che alcuni erano davvero interessanti! Non mi sono alzato a scriverli, però nelle prossime notti voglio riprovarci e vedere cosa viene fuori. A volte succedono delle cose incredibili nei sogni, per esempio un po' di tempo fa, nell'ultima parte di un sogno lunghissimo, mi sono ritrovato all'ingresso di una città araba che sembrava un po' una città da videogioco, dovevo andare verso l'Alambicco, che nel sogno non sapevo bene se era una persona o un monumento o una via di mezzo tra una persona e un monumento. Comunque dei tizi su un pianerottolo mi sconsigliavano di andare da questo Alambicco, secondo loro non era una brava persona, o un bravo monumento. Quando mi sono svegliato ho scritto tutto quanto, ma non avevo proprio idea di cosa fosse un alambicco. Poi l'ho trovato in quel libro sulle macchine straordinarie che stavo leggendo, era in una parte che avevo guardato velocemente qualche giorno prima, nemmeno me la ricordavo.

 
martedì, aprile 03, 2007
LA MERAVIGLIA DELL'ANALISI!

Nel libro di matematica che sto studiando, che si chiama qualcosa come Fondamenti di Matematica Generale ma non ricordo gli autori perché non ho fotocopiato le prime pagine, ogni tanto ci sono dei pezzi bellissimi come questo che ho letto oggi:

E' qui che si incontra per la prima volta il simbolo √a, con a<0, il quale, contrariamente a quello che succede nell'equazione di secondo grado, dovrebbe dar luogo (dopo opportune elaborazioni) a un numero reale. Gli algebristi furono perciò indotti, sia pur con riluttanza, a lavorare con questi nuovi strani simboli, che nessuno osava chiamare numeri.
    Raffaele Bombelli li chiamò "quantità silvestri", ed è rimasta celebre la frase di G.W. Leibnitz rivolta al simbolo √-1: "Lo Spirito divino ha trovato uno sbocco sublime in quella meraviglia dell'analisi, in quella media tra l'essere e il non essere, che noi chiamiamo la radice quadrata dell'unità negativa".


 
lunedì, aprile 02, 2007
SUPER GELATO!
Sabato sono stato a Salsomaggiore, quello dove ci sono le terme e le miss italia, sono arrivato fino in piazza e ho aspettato che fossero le tre e poi ho visto alzarsi la saracinesca di una piccola gelateria tutta gialla con fuori scritto, a lettere blu, "Gelateria Sanelli". Ho parlato un po' con Corrado Sanelli, gli ho detto che ero lì perché avevo letto su internet che la sua gelateria era l'unica in Italia in cui si raffredda il gelato con l'azoto liquido, e lui m'ha spiegato che il professor Cassi, un fisico dell'università di Parma, gli aveva proposto di fare il gelato con l'azoto perché lui usa solo ingredienti naturali, per esempio i pistacchi se li fa mandare da un posto proprio sotto l'Etna, i mandarini sono di un tipo speciale che non ricordo, il cioccolato ha pure lui un nome strano tipo Brodeck. E siccome il gelato raffreddato con l'azoto non raffredda la bocca il gusto si sente ancora di più, se una cosa è buona diventa buonissima, se è schifosa diventa schifosissima, m'ha detto Corrado Sanelli. Io ho provato una coppetta parmigiano e miele, super buonissima, poi un cono pistacchio e cioccolato e un'altra coppetta fragola e limone, e intanto Corrado Sanelli mi raccontava di quando per un anno e mezzo era riuscito a nutrire solo con il gelato dei bambini che avevano dei problemi alimentari, oppure del gusto polenta che aveva preparato per le Polentiadi, le olimpiadi della polenta, che le fanno in Croazia, mi pare, e di due settimane fa che è venuto a preparare il gelato a Milano e ne aveva portato una vaschetta dietro però c'era un sacco di traffico, ma il gelato non s'è sciolto, ha resistito per ben tre ore. Cavolo!, ho detto io, e ho deciso di tentare l'impresa col treno. Ho preso una vaschetta con cassata siciliana raffreddata con l'azoto (che però mi sa che poi mettendola a riraffreddare ha perso un po' la struttura che aveva prima), mandarino, nocciola e crema, e quando sono arrivato a casa ho tolto la carta di giornale e il pacchetto di carta e l'ho aperta, solo il mandarino aveva iniziato a sciogliersi un po', e ho messo tutto nel freezer contentissimo.


 
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