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martedì, gennaio 30, 2007 |
![]() Quando prendo il metrò dopo la terza chimici a volte incontro dei personaggi stupendi come il ragazzo ubriaco che mi fissava e io ho tirato fuori la mia bottiglietta d'acqua e ho fatto un sorso e lui m'ha chiesto E' vodka?, e io ho detto Sì è vodka, e lui s'è alzato e barcollando è venuto verso di me, Allora devi darmela subito!, diceva, e io gli ho detto che non era vodka, stavo scherzando, e lui è tornato seduto e ha detto qualcosa sulla sedia elettrica e poi ha cominciato a tremare tutto con le braccia rigide appoggiate su dei braccioli invisibili e s'è messo a gridare Bastaaaaaaaa! Bastaaaaaaaaaaaaaaaaa!, e io un po' ridacchiavo un po' ero triste un po' non sapevo che faccia fare mentre il ragazzo che bruciava sulla sedia elettrica invisibile mi guardava fisso. Alla fine ha preso il sacchetto con dentro il suo vino di cartone, l'ha appoggiato sul sedile accanto e con tutta l'attenzione che poteva ha svitato il tappino bianco e ha versato il vino in un bicchiere di plastica, ci ha messo un sacco di tempo, quando sono sceso stava ancora richiudendo il cartone. Nella foto sopra, un altro personaggio stupendo e credo nemmeno ubriaco. posted by alla.finestra | 15:53 | commenti (6) |
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domenica, gennaio 28, 2007 |
TERZA CHIMICI - IL RAGAZZO BLUES PUNK.![]() Oggi ero in metrò che stavo andando all'Istituto Tecnico Molinari e a un certo punto vedo salire il ragazzo grunge con degli occhiali da sole, e lui mi vede e si mette a ridere e gli dico Cosa ci fai in metrò con gli occhiali da sole? Sono felice, sto tornando in me, dice lui, ho incontrato un amico che non vedevo da tanto tempo e ci siamo rimessi a suonare, voglio mettere insieme un gruppo blues punk, sto cercando un bassista e un batterista. Blues punk? Sì una specie di blues ma veloce e con i suoni sporchi come il punk. Tu non suoni qualche strumento? Io dico che suono la chitarra ma malissimo. Fa niente, dice lui. Però poi la cosa si perde un po', e non capisco se alle prossime prove del gruppo blues punk ci sarò anch'io oppure no. Io spero di sì. posted by alla.finestra | 01:34 | commenti (15) |
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giovedì, gennaio 25, 2007 |
THE GRAND TOUR.![]() Sto leggendo un libro che finora mi sta piacendo abbastanza, si chiama Il turista nudo, e parla del tentativo di Lawrence Osborne di fare un viaggio come quelli che si facevano una volta, però oggi (il sottotitolo dell'edizione americana dice In search of Adventure and Beauty in the age of the Airport Mall, però in quella italiana è scomparso). E siccome non sa dove andare, Lawrence Osborne decide di ispirarsi alla rotta del vecchio Grand Tour, cioè il primo tour organizzato della storia, una specie di viaggio di formazione per quelli che di solito si accasciano con la faccia pensierosa di quello della foto sopra. "L'espressione Grand Tour compare per la prima volta in un libro del 1670, The Voyage of Italy di Richard Lassels, dove vengono descritte le peregrinazioni di due giovani aristocratici inglesi che, tallonati da un loro mentore, visitano un pulviscolo di attrazioni culturali sparse tra Francia, Svizzera e Italia. E a fare la fortuna di quello che tutti quanti impararono a chiamare <il Tour> furono proprio gli inglesi." "Nel 1749 l'antichista Thomas Nugent scrisse The Grand Tour, guida destinata a diventare popolarissima e vero regesto dei principi di un'esperienza pensata per <aprire la mente a nuove conoscenze, rettificare il giudizio, rimuovere i preconcetti dell'educazione, migliorare i modi, in una parola concorrere a formare il perfetto gentiluomo>." "Meta d'elezione era l'Italia. Prima che l'Egitto, un centinaio di anni fa, si rendesse disponibile, l'Italia per gli inglesi coincideva uno a uno con l'idea di una civiltà misticamente incarnata in un paesaggio. Questo senza contare un certo numero di attrattive di altro genere. Venezia e Napoli erano infatti le Bangkok e le Manila dell'Illuminismo. Venezia, in particolare, veniva considerata la capitale europea della prostituzione." "Quest'invasione di <ragazzacci> pieni di grano trasformò l'Italia nella prima nazione turistica in senso pieno, e le sue belle città nelle prime metropoli turistiche subtropicali. La durevole influenza del Grand Tour si spiega proprio con quella miscela di cultura, arte, maniere, educazione e sesso, mentre i suoi due contributi alla nascita del concetto di turismo sono vuoi la costruzione, in tutta Europa, di infrastrutture al servizio del viaggiatore - alberghi, ristoranti, bordelli, stazioni di posta, teatri e così via -, vuoi l'idea che il mero dislocarsi in climi alieni contribuisca alla formazione, o alla trasformazione, del carattere. Il turista veniva visto come un essere malleabile e impressionabile, dal quale, con l'aiuto di qualche rudere e un po' di sole, si sarebbero ottenuti risultati strabilianti. Non era dunque un aggregato umano giunto una volta per tutte a maturazione, quanto piuttosto un blocco di creta umida, che sensazioni, concetti ed esperienze estatiche avrebbero modellato come altrettanti colpi di spatola. Ed è per questo vizio d'origine che il turista, lontano discendente degli adepti del Grand Tour, non è mai riuscito a considerarsi una creatura completa. Al contrario, si è sempre sentito incompiuto, imperfetto, esposto a rapidi cambiamenti in tempo reale, ciò mentre una cultura altra lo bombarda di stimoli: più che suggestionabile, altamente instabile." "Col Grand Tour i viaggi, considerati fino a quel momento tediose e statiche necessità connesse all'esercizio della diplomazia o del commercio, assursero al rango di esperienze dinamiche, anche dal punto di vista morale, e rigeneranti. Come ovvia conseguenza, il turista prese a considerarsi un pellegrino in cerca di illuminazioni. Di lì a poco, questa singolare percezione divenne universale. Infatti, dopo essersi impadroniti di una fetta considerevole del pianeta, gli inglesi decisero che era giunto il momento di globalizzare il Grand Tour." posted by alla.finestra | 13:00 | commenti (9) |
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martedì, gennaio 23, 2007 |
![]() Nel ristorante pizzeria vicino a casa mia c'è una vasca piena di aragoste, e ogni volta che aspetto la pizza mi fermo a guardarle, ma non così di sfuggita, mi abbasso proprio e avvicino la testa alla vasca perché voglio vederle da vicino le aragoste, mi piace soprattutto come muovono le zampe, che sono attaccate al corpo con delle specie di palline. Una volta mi sono messo pure a fotografarle, e il pizzaiolo e la cinese alla cassa si sono messi a ridere e lui ha detto che la pizza era pronta, se volevo fotografare anche quella, e io ho detto Ahahah va bene, e ho fotografato lui e la pizza e gli ho detto che gli avrei portato la foto, e lui ha detto "Sì sì" però mi sa che non ha capito, perché la volta dopo non m'ha chiesto nulla, e quando gli ho detto che m'ero dimenticato di stampare la foto m'ha detto che anche lui faceva foto alle cose belle che vedeva in giro, però ora non so se le fa ancora o se non le fa più o se non ci sono più cose belle in giro. posted by alla.finestra | 12:53 | commenti (3) |
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lunedì, gennaio 22, 2007 |
![]() Ho scoperto che con la mia nuova macchina fotografica posso vedere cose che prima non potevo vedere. Per esempio posso ingrandire le immagini del computer fino a farle diventare un mucchio di pallini colorati uno vicino all'altro. E se mi avvicino tantissimo alla tv che ho in camera, che me l'ha regalata il mio coinquilino e per farla rimanere accesa bisogna infilare cinque centesimi sotto il pulsante, attraverso lo schermetto vedo pacchetti di tre rettangolini, uno giallo uno verde uno blu, dove lo schermo è nero sono tutti spenti. La spugna per lavare i piatti è un intreccio di fili che sembrano plastica bruciata nella parte verde, e sacchettini pieni d'aria in quella gialla. La scritta TIM sul cellulare invece da super vicino non cambia, a parte che i quadrati neri sono più grandi. L'altro giorno sono passato davanti a un negozio di occhiali e in vetrina c'erano anche due microscopi bianchi, uno sembrava molto più professionale ma in realtà costava meno dell'altro, quindi forse era l'altro ad essere più professionale. Però non sono entrato a chiedere, aspetterò l'estate, ci vuole tempo per ricominciare a vedere tutto. posted by alla.finestra | 12:24 | commenti (4) |
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venerdì, gennaio 19, 2007 |
ANCHE TU PUOI GUIDARE IL METRO'!![]() In fondo al primo vagone del metrò c'è una finestrella blu scurissima quasi nera che se ci appiccichi la faccia contro e chiudi ai lati con le mani ti accorgi che puoi vederci attraverso le lucine della cabina di pilotaggio del metrò, e pure i tunnel e i binari che si incrociano e gli arrivi alle banchine con la gente che aspetta. Tutto come se stessi guidando il metrò con dei fantastici occhiali da sole con le lenti blu! posted by alla.finestra | 11:37 | commenti (2) |
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giovedì, gennaio 18, 2007 |
I MIEI COMPAGNI SPARISCONO!![]() Sul registro di classe della terza chimici ci sono dei nomi di persone che nella terza chimici non ci sono mai state, per esempio un certo Alvarez che i professori cercano con lo sguardo ad ogni appello ma tanto sanno già che non lo troveranno. Ieri invece una di queste persone a un certo punto è entrata in classe, era una ragazza magrissima con un cappellino grigio, ma non si chiamava Alvarez. E' rimasta seduta dietro di me per un paio d'ore a parlare a voce bassissima con un'altra ragazza, poi alla fine delle lezioni è andata via, e mi sa che per un po' non tornerà, anzi forse non tornerà proprio più. Anche il ragazzo grunge sta scomparendo. L'altro giorno stavamo fumando una sigaretta sulla scalinata e m'ha raccontato di come è finito nella terza chimici, in pratica un giorno è uscito per andare all'Ufficio di Collocamento e ha scoperto che l'Ufficio di Collocamento non esisteva più, era diventato il Centro Impiego, e il libretto di lavoro adesso si chiamava Job Card, e quella che doveva fargli la Job Card gli ha detto Sei giovane perché non finisci la scuola?, e lui penso gli abbia detto Va bene, è uno facile convincere il ragazzo grunge. Così la tizia l'ha mandato all'Istituto Tecnico Molinari e lui s'è ritrovato iscritto al terzo anno serale di una scuola di chimica, e quando lo guardo seduto nell'angolino in fondo sembra proprio uno che non sa bene perché è lì, e me l'immagino che sparisce lentamente come Marty in Ritorno al Futuro. L'altra sera abbiamo preparato insieme una macchina per fare la distillazione frazionata e m'ha detto che stavolta in laboratorio s'era divertito, però dopo un po' ha detto Che palle il laboratorio. Un po' mi spiace vederlo sparire il ragazzo grunge. posted by alla.finestra | 11:16 | commenti (4) |
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mercoledì, gennaio 17, 2007 |
MERAVIGLIOSI MOBILI QUASI D'ANTIQUARIATO!![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Eccoli qui, i meravigliosi mobili! Che però a dire la verità non sono così meravigliosi. Il legno sì, è meraviglioso, è il pitch-pine, quello delle barche, quello quasi inattaccabile e duro quasi come l'ebano! Il problema è che il magazzino del teatro dell'Hotel Eden, che ora è solo un semplice magazzino visto che non ci sono più né il teatro né l'Hotel Eden, è proprio attaccato al fiume che passa per San Pellegrino, il Brembo. E quindi c'è un sacco di umidità. Per il pitch-pine non è un problema, m'ha spiegato mio nonno, ma per la colla che tiene insieme i pezzi di legno e per la vernice di rivestimento sì! Quindi alcuni mobili hanno il fondo un po' scollato, o del tutto scollato, e la vernice è scrostata oppure non c'è proprio. Insomma, prima di usarli bisognerebbe sistemarli un po', o farli sistemare un po', ma è meglio sistemarli da soli perché gli antiquari, ha detto mio nonno, chiedono minimo duecento euro a mobile. Che è lo stesso prezzo a cui mio nonno vende i mobili. Anzi, per la precisione ha pensato a 200 euro come media di tutti i mobili, quindi 100 euro per i comodini e i tavolini e 300 per i mobili grossi e le cassettiere con le rialzate. Più o meno. Ah, un paio di mobili non sono in pitch-pine: uno è in noce, o così hanno detto a mio nonno, un altro è in ciliegio e quello con le ante divise in quadrati costa molto più degli altri (3000 euro!) perché non è del 1890 e qualcosa ma del 1700 e qualcosa. E quello in fondo è il logo della fabbrica che ha costruito i mobili, e c'è pure il documento che attesta la data di fondazione della ditta eccetera eccetera. Via alle offerte! Ahah! posted by alla.finestra | 11:04 | commenti (8) |
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giovedì, gennaio 11, 2007 |
I MICROSCOPISTI SONO TRA NOI!![]() C'è un mio amico professore che ogni tanto vado a trovarlo e gli porto un po' di cd masterizzati, e lui mi dice Vieni che ti offro un aperitivo e lo seguo in cucina e quando vado via di solito sono pieno di cracker con formaggio e salsine piccanti. Il mio amico professore è un super collezionista di qualsiasi cosa, ma soprattutto di cose microscopiche, tipo conchigliette e sassolini che trova sulla spiaggia e gli piacciono. L'ultima volta che sono andato a trovarlo aveva preso un microscopio per guardare dei grumi di sabbia abitati da un vermicello che ci fa delle gallerie minuscole e per un po' vive lì dentro. Sopra il tavolino per il microscopio c'era una mensola con delle vaschette, Guarda qui che figata, ha detto il mio amico professore, e io ho guardato. Dentro c'erano solo dei rametti e delle foglie. Sono insetti stecco, ha detto, lui, e io ho detto Cavolo sono enormi! Se passi di qui dopo te ne dò uno. Solo che a me fanno paura gli insetti, una volta avevo preso una mantide e l'ho liberata in un parco e un cane se l'è subito mangiata e da quel momento gli insetti mi fanno impressione, così ho rinunciato all'insetto stecco. Però m'è venuta voglia di conoscere altre persone che guardano le cose al microscopio, un giorno avevo letto la storia di Hooke e Von Leuweenhoek o qualcosa del genere, i due inventori della microscopia, e m'ero scaricato la Micrographia di Hooke e avevo pensato che era bellissima, mi piaceva l'idea di scoprire un sacco di cose semplicemente ingrandendole. Un po' di tempo fa ho pensato Forse esistono delle associazioni di microscopisti, e ho scoperto su Google che esistono davvero. Prima o poi li chiamerò. E forse tornerò pure dal mio amico professore a prendere il mio insetto stecco. posted by alla.finestra | 15:33 | commenti (5) |
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mercoledì, gennaio 10, 2007 |
L'HOTEL DELLE COSE! ![]() L'Hotel delle Cose l'ho scoperto un giorno che sono venuto a Milano in macchina. Visto da fuori sembrava un vero hotel, cioè un hotel per persone, solo che fuori c'era un enorme cartello con la scritta "Casaforte - L'HOTEL DELLE COSE", e cinque stelle gialle. Io a volte dico "le cose" perché non riesco a fare dei discorsi ad alta definizione, mi piacciono i discorsi-contenitore, anche se adesso non mi viene nessun esempio. A parte l'Hotel delle Cose, che se un discorso-contenitore fosse un edificio sarebbe proprio l'Hotel delle Cose. Ieri ho scoperto che non sono l'unico pazzo malato a fare pensieri semifilosofici sull'Hotel delle Cose. I fondatori dell'Hotel, nella sezione "Come pensiamo" del sito www.casaforte.it, scrivono: "Noi di Casaforte detestiamo l'immobilità e la quiete eccessiva, mentre siamo devoti al fluire delle cose e del pensiero. Per progredire è necessario creare sempre nuove possibilità e soluzioni. Soluzioni che nel tempo possono rivelarsi inefficienti al punto da dovere essere modificate o sostituite. E' importante tenere sempre alta la guardia contro l'autocompiacimento sterile e l'indolenza intellettuale. Perché senza conflitto non si produrrebbe il fiume della nostra vita che scorre alimentato dalle reciproche influenze tra opposti. " E la fantastica canzoncina che accompagna il video del primo Hotel delle Cose ha un testo che sembra un misto tra il jingle di un mobilificio e una canzone religiosa. Insomma, sembra che l'Hotel delle Cose sia solo l'inizio di un progetto molto più grande, ma ancora non riesco a capire quale! Forse sarà lui a spiegarmelo. ![]() Luigi Carcano - Presidente Casaforte Casaforte è un grande team! E' gente che ha l'iniziativa nel sangue! Casaforte vi mostrerà la via Per costruire il futuro di questo nuovo giorno. Un mondo aspetta di essere visto, I tuoi sogni e le tue speranze saranno esauditi. Hai quasi raggiunto la libertà d'azione Quindi continua la tua ricerca. Il nostro gruppo è il migliore. Casaforte è un grande team! E' gente che ha l'iniziativa nel sangue! Casaforte vi mostrerà la via Per costruire il futuro di questo nuovo giorno. www.casaforte.it/videoImpianti/videoPopup.asp posted by alla.finestra | 14:31 | commenti (10) |
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martedì, gennaio 09, 2007 |
BRUTTI CEFFI FUORI DA SCUOLA!![]() Accanto alla scuola di chimica c'è un'altra scuola con un aereo nel cortile. Davanti alla scuola con l'aereo nel cortile c'è un parchetto con in mezzo dei tavoli bianchi di plastica e delle sedie bianche di plastica, attorno ai tavoli e alle sedie c'è una rete arancione da lavori in corso. Ieri sera sui tavoli c'erano dei ragazzi che ballavano, si erano portati dietro uno stereo e Fabri Fibra, e il compagno grunge ha detto E' meglio se tiriamo dritto, e io ho detto Ma no dai passiamo di lì!, e siamo passati di lì facendo finta di niente e poi ci siamo messi a ridere. Ho pure fatto una foto ai ragazzi ma è venuta scura, e poi ero lontanissimo. posted by alla.finestra | 16:03 | commenti (12) |
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lunedì, gennaio 08, 2007 |
PALLA CHE RIDE.![]() Ieri dovevo pulire la mia stanza, quindi mi sono seduto sul divano e ho cominciato a leggere una raccolta di fumetti giapponesi che avevo preso un sacco di tempo fa ma l'avevo solo sfogliata. L'ultima storia è la più bella di tutte. Il protagonista è un freak che lavora in un circo, si chiama Laughing Ball e non può smettere di ridere, qualsiasi cosa succeda lui è condannato a fare Ahahahah! Un giorno suo figlio, che è una specie di bambino-insetto che gli sta sempre attaccato alla testa, viene ucciso da una vespa. I freak sono disperati, l'unico che continua a ridere è Palla che Ride. Uomo-Rana gli dice Non devi ridere, Palla che Ride! Tuo figlio è appena morto, non hai un cuore? Ma Palla che Ride non può fare altro che ridere, e dopo un po' nemmeno i suoi amici più amici riescono a sopportare la sua risata. Così Palla che Ride rimane solo. Un giorno si ritrova davanti allo specchio. Ho capito perché non piaccio più alle persone, pensa, è colpa della mia faccia. Palla che Ride prende un coltello e strappa via per sempre la sua risata. Poi torna dai suoi vecchi amici. Visto?, dice con il sangue che gocciola, Ora sto piangendo. Ma subito dopo la sua nuova bocca triste diventa un sorriso. Ahahahahah!, dice Palla che Ride. Ahahahahahahahah! posted by alla.finestra | 13:35 | commenti (11) |
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giovedì, gennaio 04, 2007 |
QUESTO CINESE FORSE MI ODIA!![]() A capodanno a un certo punto mi sono messo a fotografare dei cinesi che scoppiavano fuochi d'artificio, e dopo un po' che fotografavo uno dei cinesi è venuto verso di me, m'ha guardato tutto serio e ha sollevato al cielo una raffica di petardi. Poi ha acceso la miccia e se li è fatti scoppiare addosso, e alla fine m'ha fatto un gesto tipo lancio della ragnatela di Spiderman che non ho capito bene cosa voleva dire, però ho messo via la macchina fotografica e mi sono girato e ho detto Andiamo! Andiamo!, e ce ne siamo andati. posted by alla.finestra | 15:28 | commenti (5) |
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mercoledì, gennaio 03, 2007 |
UN PEZZO DI EDEN PER VOI!![]() L'Hotel Eden a San Pellegrino l'unica volta che ci sono stato era un palazzo pieno di stanze quasi vuote. Io ero piccolo, ma non ricordo quanto piccolo, mi sa che avevo quattordici o quindici anni, ed era il periodo che mio nonno stava vendendo l'Hotel Eden e così bisognava andarci tutti a vederlo almeno una volta, prima che chiudesse, l'Hotel Eden. Sotto l'Hotel Eden c'era anche un cinema, il Cinema Eden, che ora non sanno se lasciarlo cinema o farci degli appartamenti, comunque pure quello non è più di mio nonno, ormai ha venduto tutto e gli rimangono solo i mobili e qualcosa di quello che non ha perso in investimenti. Il giorno dopo Natale mio nonno ha chiesto a me e mio fratello se potevamo dargli una mano a vendere o regalare a qualcuno quei mobili, perché gli dispiace che vadano a finire in qualche discarica. Così uno dei prossimi weekend andremo all'Hotel Eden e daremo un'occhiata ai mobili e faremo le foto e penso che proveremo a venderli su Ebay, all'inizio volevamo caricarli su un furgone e prendere un megafono e andare in qualche mercatino dell'antiquariato a fare i pazzi malati, però a pensarci bene sarebbe un casino, e poi se non li vendiamo tutti quel giorno poi dove li mettiamo i mobili? Comunque sono fatti di pitch-pine, che secondo mio nonno è uno dei migliori legni del mondo, pesante quasi quanto l'ebano, resinoso e impermeabile, intaccabile dagli insetti! Gli insetti in realtà lo intaccano abbastanza facilmente, ho letto da qualche parte su internet, però il resto è proprio vero! Quindi se vi servono dei mobili stupendi e incredibili, basta chiedere! posted by alla.finestra | 13:39 | commenti (9) |