giovedì, dicembre 21, 2006
STRUTTURA DEL MUSEO DI SCIENZE NATURALI.



Ieri sono passato davanti al museo di scienze naturali e sono entrato e ho chiesto se la biblioteca era aperta, nello stanzino della segreteria c'erano un po' di persone sedute sulla scrivania o appoggiate ai muri e io in mezzo, e la ragazza ha detto di no, da mezzogiorno e venti all'una e mezza era chiusa. Allora mi sono fatto un giro nelle prime due stanze del museo, quelle con i minerali, c'era un cristallo fantastico, un cubo di pirite in cui era incastrato un altro cubo, sembrava una di quelle statue che mettono ora nelle piazze e che uno non si chiede nemmeno che cosa vogliono dire. Mi sono messo a leggere anche i cartelli ma non ci capivo molto, anche se guardando le figurine con le forme dei cristalli penso di aver capito che anche quelli che sembrano complicatissimi in realtà sono solo dei miscugli di forme più semplici, un cubo, un ottaedro, una piramide. Alla fine mi sono fatto pure un giro nel negozio del museo, ho sfogliato un libro sugli aeroplanini di carta con delle bellissime spiegazioni del perché le ali devono stare rivolte verso l'alto o il basso e in fondo un sacco di fogli per fare gli aeroplanini, poi mi sono messo a ridere con un bastoncino di plastica con in cima una testa di squalo che quando schiacci una specie di grilletto muove la bocca, anche se non ho capito a cosa serve, una mia collega dice che sono una variante giocattolo di quelli che usano per raccogliere la spazzatura.



 
martedì, dicembre 19, 2006


C'è una scatolina piena di palline e tubicini di plastica che quando li attacchi diventano delle molecole giganti tutte colorate, che uno pensa vabbe' ma le molecole vere non sono mica così, e invece quei modellini che sembrano giocattoli in realtà sono super utili per riuscire a capire come funzionano le molecole vere, e per riuscire a usare quelle palline colorate bisogna avere in mente tutto il mondo delle palline colorate, che è un mondo pieno di matematica e geometria eccetera eccetera.
L'altro giorno pensavo che da quello che ho capito da un libro che ho letto anche il cervello funziona tutto con le palline colorate, e quindi ogni parola e ogni cosa che pensiamo è fatta di palline colorate. E mi chiedevo come si potrebbe rappresentare una parola come "telefono" con le palline colorate. Probabilmente ne servirebbero milioni, e poi non basterebbe un modello fermo, bisognerebbe rappresentare anche tutto il movimento da cui è nata quella parola "telefono" per capire cosa vuol dire davvero. Però la cosa stupenda è che le palline colorate potrebbero anche rappresentare cose che finora non sono mai state rappresentate, per esempio potrebbe esistere un incastro di modelli di palline colorate per rappresentare il mondo pieno di matematica e geometria delle palline colorate, però adesso che ci penso sarebbero delle cose enormi, e poi per riuscire a capirle non basterebbe vederle, ci vorrebbe una specie di lettore di palline colorate, ma a pensarci bene noi ce l'abbiamo già il lettore di palline colorate che riesce a fare tutte queste cose che nemmeno capiamo, è il cervello! Ma quindi uno che cerca di capire come capisce il cervello cerca di capire qualcosa che già capisce? Questa fantastica domanda è per voi, cari lettori! Ahah!


 
lunedì, dicembre 18, 2006
L'altra notte mi sono svegliato alle 5 e mezza precise e sono rimasto un po' sveglio nel letto ma continuavo a grattarmi le gambe che l'olio speciale che mi consiglia la dermatologa costa 19 euro a flaconcino e mi ci faccio tre o quattro docce e finisce subito, così prendo quello Nivea o il Neutro Roberts che costano 4 euro però le gambe mi grattano lo stesso, anche se un po' meno. Alla fine mi sono alzato e ho acceso il gas per farmi un tè ma il gas non andava, e ho pensato Boh forse è troppo presto anche per il gas, e mi sono scaldato una tazza d'acqua nel microonde e poi sono tornato a letto con il tè e mi sono messo a leggere e alle sette m'è venuto sonno e mi sono rimesso a dormire. La notte dopo è successa la stessa cosa, solo che il gas andava perché la mattina avevo chiamato il tecnico che m'aveva installato pure un nuovo contatore gratis, Ma sì spendiamo, tanto è Natale, aveva detto. Poi ieri ho sentito il mio vicino di casa, abbiamo mangiato insieme, e anche lui m'ha detto che quelle notti continuava a svegliarsi verso le cinque, Anzi, alle cinque e mezza, ha detto. Lui è uno che conosce tutti quelli del palazzo, così chiederà in giro se qualcun altro s'è svegliato alle cinque e mezza, dobbiamo assolutamente risolverlo questo mistero delle cinque e mezza.

 
venerdì, dicembre 15, 2006
L'UOMO SBRANATO DA UN ORSETTO.



Super amici, c'è un super documentario che è appena uscito e che dovete assolutamente vedere, anche se in realtà mi sa che non sarà facile vederlo, a milano per esempio lo danno in un solo cinema, il Cinema Palestrina, e nemmeno tutte le sere. Comunque ieri m'hanno detto che sabato, domenica e martedì c'è.
Questo qui sopra nella foto è il protagonista del documentario, Timothy Treadwell, mentre riprende se stesso nella sua tenda. Insieme a lui, anche se non si vede bene, c'è il suo orsetto peluche, dormivano insieme fin da piccoli (anche gli orsetti peluche sono stati piccoli!). Fuori dalla tenda piove e c'è l'Alaska, con i suoi orsi veri, che un giorno sbraneranno lui e la sua ragazza, Amie Huguenard.

Qui c'è tutta la storia di Timothy Treadwell, che anche se la sapete non vi rovinerà il documentario!
http://en.wikipedia.org/wiki/Timothy_Treadwell


 
mercoledì, dicembre 13, 2006


Un po' di tempo fa ho trovato in casa questo libro e ho pensato "Oooh che titolo bellissimo! Ora nessuno darebbe un titolo così a un libro di chimica delle superiori". Così ho iniziato a leggerlo e ho scoperto che anche dentro è bellissimo, per esempio ci sono delle fantastiche citazioni di un certo Antonino Anile, un professore calabrese che era stato anche ministro dell'istruzione e nel suo libro Bellezza e verità delle cose del 1935 scriveva cose tipo questa:

"Un granello di sabbia silicea - che raccogliamo in riva al mare - compresso, stritolato, ridotto in polvere impalpabile, in maniera che si riduca in miriadi di granellini quasi invisibili, e poi ciascuno di questi, suddiviso ancora fino a raggiungere la millesima parte di un millimetro, non perde mai le qualità della sua materia originaria: la silice.
Il frammento infinitesimo, che il nostro occhio più non distingue - come non distingue le stelle in quel polverio di diamanti con cui la notte rivela il nastro della via lattea - può essere polverizzato ancora in particelle mille volte più piccole, fino a raggiungere proporzioni indefinibili di particelle di un decimilionesimo di millimetro. Questa piccolezza, fuori di ogni misura comune, è la molecola, che conserva gelosa tutte le proprietà della materia dalla quale l'abbiamo tratta: è una molecola di silice. Tutte le molecole di silice sono uguali tra loro".

E poi c'è un'introduzione molto bella che inizia così:

"Nell'era spaziale, sulle ampie autostrade del progresso, buona parte dei testi di chimica delle nostre scuole..... viaggia ancora in diligenza! Non è certo imputabile a pigrizia mentale dei docenti, se l'aggiornamento dei testi scolastici procede con lentezza, ma alla limitata disponibilità del loro tempo e, soprattutto, alla mancanza di serenità, turbati dal lavoro estenuante imposto da scolaresche eccessivamente numerose e scarsamente selezionate".

Ah, ieri ho preso 9 nella mia prima verifica! Forse l'avvenire è davvero nella chimica. Ahah!


 
martedì, dicembre 12, 2006

L'altro giorno sui gradini davanti all'entrata dell'Istituto Molinari c'era un tizio che parlava a voce altissima in una specie di russo, che dopo un po' che l'ascoltavi ti accorgevi che in realtà non parlava il russo, parlava l'italiano come fosse russo, e tutti intorno ridevano e facevano foto. Il tizio stava parlando con il professore di chimica analitica, gli diceva che voleva iscriversi a scuola, di fare qualcosa, parlare con il consiglio d'istituto, perché se lui non s'iscriveva subito il mondo sarebbe collassato su se stesso e tutto sarebbe andato di merda, e il professore di chimica analitica, che è un vecchietto piccolino, si guardava attorno tutto imbarazzato e ridacchiava e poi diceva tutto serio "Va bene vedrò cosa posso fare", e il tizio russo "Mi raccomando, che mondo altrimienti implodere e andare tutti a puttane!", e tutti ridevano e scattavano foto, e io sono arrivato in bicicletta e pure se ero in ritardo ho fatto una foto perché quel tizio lì faceva super ridere.

 
lunedì, dicembre 11, 2006
DANNATA INPS!

L'altro giorno mio nonno m'ha fatto vedere il suo nuovo passo, che a un certo punto ha uno scatto, e sua sorella, cioè mia zia di secondo grado, gli ha detto Ma non riesci a non farlo quello scatto?, e lui ha detto che no, ormai è lo scatto a decidere per lui. Poi m'ha raccontato della sua battaglia contro l'INPS, che mi sa che non l'ho capita perfettamente però il fatto è che quelli dell'INPS gli hanno abbassato la pensione di 500 euro e in più gli hanno chiesto indietro 16.000 euro, perché lui a un certo punto, mentre aspettava la risposta per la pensione anticipata per tubercolosi, per qualche giorno ha fatto il supplente in delle scuole elementari. Che quelli del sindacato gli avevano detto che tanto era un lavoro di collaborazione e di non denunciarlo perché tanto non c'entrava con i contributi, e invece quelli i contributi li avevano versati e così l'INPS ora voleva prendere quei contributi come base per ricalcolare la sua pensione. E avevano fatto pure sparire dei documenti, ma mio nonno non poteva denunciare l'impiegata dell'INPS perché poi si sarebbe fatti nemici tutti quelli dell'INPS e non gli conveniva, alla sua età quelli dell'INPS è meglio averli dalla tua parte.
Quando sono arrivato a casa ho raccontato la storia a mia mamma e lei ha detto che mio nonno aveva torto e quelli dell'INPS ragione, e poi m'ha detto che una volta a mia zia di secondo grado non gli avevano dato dei soldi perché sul foglio avevano scritto Poldi invece di Pololi e che il mio è un cognome maledetto e che mi conviene cambiarlo in Mazzoleni.

 
martedì, dicembre 05, 2006
Quando esco dalla terza chimici, verso le dieci e mezza di sera, a volte mi fermo a parlare con il compagno Massimo, che è uno con gli occhiali che dice sempre "La chimica si impara in laboratorio", anche se a me in laboratorio non mi pare che si impari molto di chimica, al massimo si imparano a usare tutte le robe del laboratorio tipo le pipette automatiche o i capillari o la stufa che è una specie di grande forno dove si mettono ad asciugare le sostanze precipitate, cioè separate dall'acqua, che sono ancora un po' umide. All'inizio Massimo cercava di spiegarmi le cose che dovevo assolutamente sapere, e io stavo a sentirlo anche se dopo un po' non capivo più nulla, ho cominciato a capire cosa voleva spiegarmi dopo aver fatto qualche lezione da solo con il professore di chimica. Poi ho iniziato a andare a scuola in bici, perché sta a dieci minuti da casa mia e non avevo voglia di prendere ogni volta il metrò che invece fa tutto un giro lunghissimo, anche se in metrò potevo chiacchierare un po' con il ragazzo grunge e con Omar/Amro, che a lezione stanno sempre seduti in fondo anche se non c'è nessuno. Il ragazzo grunge forse è quello più simpatico della classe insieme a Massimo. Una volta gli ho chiesto se lavorava e lui ha detto di no, che passava le giornate a casa a guardare Spongebob. Una sera che non è venuto a scuola gli ho chiesto Cosa hai fatto ieri?, e lui ha detto Niente, ho guardato Spongebob, mi piace Spongebob.
Ora invece vado a scuola in bici e al ritorno invece di parlare con il ragazzo grunge salto sui marciapiedi e ogni tanto mi metto a fare la telecronaca come se stessi facendo il Giro d'Italia, solo che nel mio Giro la Federazione ha introdotto un nuovo regolamento che prevede la presenza di semafori e macchine e marciapiedi per movimentare un po' la gara, altrimenti dopo un po' ci si stufa a vedere uno che pedala per ore su quella cavolo di strada tutta liscia. Nel mio Giro a un certo punto c'è un fantastico cumulo di spazzatura che ogni giorno diventa più grande, ormai occupa quasi tutto il marciapiede e per superarlo devo passare sopra a dei pigiami vecchi buttati per terra. Oppure ci sono le scorciatoie che magari invece di accorciare la strada ti perdi e ti ritrovi in un vicolo uguale a quello dell'inizio di Batman di Tim Burton. Oppure c'è un tizio nero come quello che ho incrociato ieri, ho sentito un cane che abbaiava in modo strano e mi sono girato e c'era questo tizio che mi guardava e faceva Ahf! Ahf!, e io gli ho fatto Woof! Woof!, e poi mi sono fatto una risatina anche se non ho capito bene che cosa voleva.



 
lunedì, dicembre 04, 2006
L'altro giorno leggevo il libro Nel mondo dell'incredibile e ho pensato che forse c'erano altre versioni di quel libro, versioni più aggiornate, come per il Guinness dei Primati. E invece no, l'unica edizione è quella del 1977 che poi è stata ristampata fino al 1982. Che quando avrò finito di leggerla non saprò più cosa fare prima di addormentarmi. Dannazione.



NON SIAMO MAI SOLI.
La vita animale pullula dappertutto.

Come tutti, quando si sposò il figlio di John Barton aspirava a godere di una certa intimità. Suo padre disboscò un tratto di terreno nel Kent e gli costruì una fattoria, dove il giovane si trasferì con famiglia e servi nel 1555. Ma anche se la casa era nuova, i Barton non erano i primi inquilini dell'edificio. Tarli e tarme erano già lì a centinaia, intenti a intaccare travi e arredi. Ben presto, arrivarono anche famiglie di uccelli, pipistrelli, vermi e altri animali. Tre anni dopo il suo completamento, la casa del figlio di John Barton aveva 1092 inquilini, di cui solo sette erano esseri umani.
La storia degli "abusivi" della fattoria dei Barton è stata ricostruita da uno zoologo inglese, George Ordish, che ha studiato migliaia di documenti relativi all'edificio, alle sue trasformazioni strutturali e all'esistenza degli abitanti umani. A partire da quei documenti, e grazie alla sua conoscenza della vita animale, Ordish è riuscito a risalire agli ospiti principali che hanno abitato la casa nel corso dei secoli e a stimarne il numero complessivo.
Dopo la prima ondata di invasori, in soffitta si stabilirono nottole e pipistrelli, i quali cominciarono a cibarsi di una parte degli insetti già installati nella casa, ma portarono con sé altri insetti parassiti, bilanciando così le perdite dovute alla loro voracità. Molti passeri nidificarono al riparo dei cornicioni e le rondini si installarono sotto le grondaie. I roditori ospiti fissi erano rappresentati unicamente da topi trasferitisi dai vicini campi, ma ratti e ghiri di tanto in tanto facevano una capatina in casa, in cerca di cibo.



Nel 1630 venne scavata una cantina con un ingresso a botola esterno alla casa, e quella si rivelò una comoda via d'accesso per rospi oltre che per altri insetti e ragni, i quali ultimi rimasero però in numero limitato, dal momento che i rospi se ne cibavano.
Nel 1660 il tetto di paglia fu sostituito da tegole, cosa che ridusse il numero di inquilini, senza tuttavia impedire che lombrichi, onischi, lumache, centopiedi, millepiedi, limacce e afidi vi prosperassero; la casa ospitava oltre 3000 esseri viventi.
Nel 1860, la popolazione di Barton's End raggiunse il massimo: 119 specie, oltre all'uomo. I rappresentanti umani erano adesso più numerosi, con la conseguenza che molte stanze erano riscaldate più a lungo di prima. La popolazione complessiva raggiunse così i 3300 individui, tra cui mosche, zanzare, formiche nere, mosconi, coccinelle e varie vespe. Ma questo si riferisce solo agli esseri visibili, perché nel numero non sono comprese le decine di migliaia di bachi reperibili in tutte le case.
La mutevole storia naturale della fattoria Barton è tipica di tutte le case di campagna. Oggi, grazie al riscaldamento centrale, ai tessuti sintetici, agli aspirapolvere e ai pesticidi, la natura è tenuta molto più ampiamente alla larga.

 
oggi
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
aspetta corridrice!
casa dell'accrocchio.
centro studi valerio millefoglie
comavigile!
conscious design
i fumetti dei sogni
IL BLOG DI CINEMA CHE MI FA RIDERE
il consigliere comunale che finirà impallinato da mio nonno Giacomo Pololi
il MySpace
il più grande artista morente.
il sito di quelli che fanno il papik
L'ACCALAPPIACANI
l'entusiasmo di valentina
la nostalgia di paolo
la spostata è a casa ed è irene
la vita istruzioni per l'uso (non il libro!).
la vivide carli moretti
lagatina
le grandi fatiche letterarie 1!
le grandi fatiche letterarie 2!
le grandi fatiche letterarie 3!
lo ieri è il domani, oggi
mio fratello
mondo nero
notizie dal sottomondo
renault 4
scuola elementare di scrittura emiliana
trucchetti
visitato *loading* volte