giovedì, novembre 30, 2006
A SPECIAL NOTICE ABOUT POLONIUM-210

With the recent news of Polonium-210 being used as a poison, so much incorrect information has been passed around about the material that it's important to get the facts correct. The general public is quite ignorant when it comes to knowledge about radioactive materials and radiation in general.

The amount of Plonium-210, and all the isotopes we sell is an 'exempt quantity' amount. These quantities of radioactive material are not hazardous - this is why they are permitted by the Nuclear Regulatory Commission (NRC) to be sold to the general public without any sort of license. Although we do sell these isotopes, we do not actually stock them. All isotopes are made to order at an NRC licensed reactor in Oak Ridge Tennessee. When the isotope is made, it is shipped directly to the customer from the reactor to insure the longest possible half-life.

The exempt quantity amount of Polonium-210, or any of the radioactive isotopes sold by us or any scientific equipment supplier, is so small, it's essentially invisible to the human eye.  In the case of needle sources, the radioactive material is electroplated on the inside of the eye of a needle.

You would need about 15,000 of our Polonium-210 needle sources at a total cost of about $1 million - to have a toxic amount.

In comparison, Amercium-241 is a similar toxic Alpha radiation emitter and instead of a half life of 138 days like Polonium-210 has, it has a half life of over 450 years. It is far more toxic - and there is 10 times more than the 'exempt quantity' amount in every smoke detector in your home.

If you really wanted tom poison someone, you would of course have to come up with a way to remove the invisible amount of material from the exempt sources - which is just about physically impossible and combine them together. Of course you would also need that 15,000 exempt sources. In addition, there are dozens of other far more toxic materials, like Ricin and Abrin, which can easily be made using common plant material, and are also undetectable as a poison and untraceable. Although it obviously works, Polonium-210 is a poor choice for a poison... not to mention an order for 15,000 sources would look a little suspicious, considering we sell about 1 or 2 sources every 3 months.

Make sure you are truly knowledgeable about a subject before you start repeating and spreading potentially incorrect information related to it.

www.unitednuclear.com


















 
martedì, novembre 28, 2006

"Di che colore è il cavallo bianco di Napoleone? E quello di Cavour? E quello di Vittorio Emanuele? Vittorio Emanuele non andava a cavallo, andava sull'asino. E sapete perché? Perché non aveva l'eleganza di Napoleone. E anche per un altro motivo. Perché era basso. E gli americani, come dicono gli americani quando è il 31 dicembre e manca poco a mezzanotte? Ma come, non lo sapete! Dicono Three, two, one. Invece noi diciamo Meno tre, meno due, meno uno. E' così, no? Loro contano al contrario. E lo zero qual è? Nel Sabato del villaggio, quando sono le 23.59 è ancora sabato, ma alle 0.00? E' domenica! E allora tutti fanno festa, tranne il Leopardi che era uno che nella domenica ci vedeva solo i morti."

Dopo un po' le lezioni di matematica del professor Rizzardi diventano lezioni di qualsiasi cosa. Che all'inizio mi sembrava una cosa bella, però poi ho capito che il professor Rizzardi non riesce a uscire dai suoi esempi, ogni volta gli vengono in mente cose nuove, e così va avanti per un sacco di tempo a parlare del formato di bottiglie di succo da prendere se si vuole dare una festa per bambini*, o di come due mani messe una nell'acqua calda e una in quella fredda e poi tutte e due in quella tiepida sentono caldo o freddo a seconda di dove stavano prima, e a un certo punto ho deciso che la matematica la capisco meglio su un libro che ho preso in biblioteca e che ha le pagine tutte gialle. Però non l'ho detto al professor Rizzardi che capisco meglio il libro della biblioteca di lui, gli ho detto che per ora voglio concentrarmi sulla chimica.

*Tante bottiglie piccole, perché secondo il professor Rizzardi quella grande c'è sempre uno che la rovescia subito.


 
venerdì, novembre 24, 2006
L'altro giorno ero fuori dalla scuola con il ragazzo che lo chiamano Omar ma in realtà si chiama Amro. Il ragazzo Amro ha diciannove anni e sta sempre seduto nei banchi in fondo, anche quando in classe non c'è nessuno. Gli ho chiesto cosa faceva di giorno e lui ha detto che non faceva niente, era fermo da due mesi, ma prima faceva il muratore. Aveva iniziato a tredici anni, in nero, per 5 euro l'ora, e a 18 anni era ancora in nero a 5 euro l'ora. Cavolo che stronzi, ho detto io. Lui ha detto che però se li teneva stretti, quelli, perché non aveva orari fissi, se voleva poteva lavorare solo il sabato e la domenica e in settimana andare a scuola. Un'altra compagna di classe ha appena iniziato da McDonald's part-time, le danno 600 euro al mese che non è male, però lei ha il problema che le si gonfia il ginocchio. Un giorno che camminava tutta zoppicando è andata lo stesso al lavoro e quelli invece di metterla in un posto tranquillo le hanno fatto fare avanti e indietro per ore a lucidare i pavimenti. Cavolo che stronzi, ho detto io. Lei ha detto che la prossima volta non ci sarebbe più andata a lavorare con il ginocchio gonfio. Un mio amico che era in prova da Videotim, una specie di Blockbuster, m'ha mandato un messaggio l'altroieri: "Non m'hanno preso, la ragazza ha detto che sono triste. M'ha chiesto se avevo dei problemi e io ho risposto I soliti problemi dei ragazzi della mia età. Ahah". Cavolo che stronzi, ho risposto io, e poi altre cose.


 
giovedì, novembre 23, 2006
HORSES GRAZING AND DRINKING FROM
PUDDLES OF WATER AT SEAM REAP STADIUM

Ieri ero in metrò e il tizio accanto a me parlava con un altro di prodotti assicurativi o qualcosa del genere e a un certo punto l’altro gli ha chiesto “Ma qual è il codice?”, cioè il codice di una polizza, e quello gli ha risposto con il codice della mia carta di credito. Poi, mentre infilavo le monetine per il Bounty in una macchinetta, ho visto che alla macchinetta era attaccato un bigliettino con scritto 270382, un bigliettino bianco con su solo questo numero scritto in rosso, che se ci metti le barrette diventa il giorno in cui sono nato. Cavolo, ho pensato, e dopo due minuti sono passato vicino a una cabina telefonica e a bassa voce ho detto Squilla! E il telefono ha squillato davvero!
Anzi, in realtà non ha squillato davvero, e pure il bigliettino e i due tizi in metrò me li sono inventati io. Quello che è successo veramente è che una tizia in una riunione ha detto “Allenatore della Cambogia”, che però in quel momento m’è sembrato come lo squillo del telefono là sopra, perché la Cambogia è il posto in cui è ambientata una storia che sto scrivendo da un bel po’, e l’Allenatore il suo protagonista. E la probabilità di sentirsi dire casualmente “Allenatore della Cambogia” o il numero della tua carta di credito non dev’essere molto diversa!
Quando la riunione è finita sono andato subito a cercarlo su internet, questo allenatore della Cambogia, e ho trovato un articolo super interessante in cui un giornalista del Bangkok Post parla del calcio cambogiano:

“But is the game really capturing the attention of the Cambodians?

On a road trip through the Poipet Cambodia -Thailand border crossing to Phnom Penh I noticed that there was very little or no electricity in many of the villages. Electric wires on poles????....No such thing. So how could those living in remote areas know about the league and of any resurgence of the game in their country?

"They have TV's," Kheck said. They watch [television] by attaching them to car batteries."

I later stopped in Siem Reap [province of the famed Angkor Wat Temples] to see the Provinces first division team in the Cambodian Premiere League. Due to the rain the game was canceled and rescheduled and played in Phnom Penh but.... I was about to find what Kheck was talking about.

At the stadium at game time... the rain was pouring down. Horses were drinking from puddles of water and grazing by the side of the field. Boys and girls were on the pitch playing football. The driving rain didn't matter. The joy and excitement on their faces exemplified of how sports can help bring people together. It was exactly what Khek was talking about...children playing the game [in the fields].”

http://www.nationalradio.com/cambodian.shtml



















 
martedì, novembre 21, 2006
TERZA CHIMICI! – Appena entrati subito a destra.
Il segretario dell’Istituto Tecnico Molinari è un signore siciliano che di solito se ne sta subito a destra dopo l’entrata, seduto dietro un vetro. Però ogni volta che vai a parlargli dall’altra parte del vetro ti dice No vieni di qua, così l’altro giorno sono andato direttamente di là senza fermarmi prima al vetro e l’ho beccato che sfogliava una rivista di annunci di ragazze. Poi però mi sono accorto che tanto si vedeva anche stando dall’altra parte del vetro, che stava sfogliando una rivista di annunci di ragazze. Venerdì sera m’ha visto davanti alle bacheche con gli orari e m’ha detto Domani ti voglio qua alle due e un quarto, così andiamo a farci un caffè di sotto, offri tu. Io ho detto Va bene, ma poi ce ne siamo dimenticati tutti e due.



 
venerdì, novembre 17, 2006
LETTERA DALLA VIVIDE!
L’altro giorno avevo un appuntamento con la Vivide, ma quando sono arrivato non ho visto nessuna signora sulla sessantina con dei magnifici riccioli bianchi. C’era solo un ragazzo con gli occhiali e un cappotto grigio, che m’ha detto di essere il suo segretario. E m’ha lasciato questa lettera, avvolta da un nastro sigillato con della ceralacca.



PS. Se non avete idea di chi è la Vivide, cercate tra i link là sotto “la vivide carli moretti è tornata!”.







 
giovedì, novembre 16, 2006
SONO NELLA TERZA CHIMICI!

Ieri ho chiamato l’Istituto Tecnico Molinari di Milano e ho chiesto se ci si poteva ancora iscrivere e la signora ha detto che non lo sapeva, dovevo parlare col preside. Allora ho richiamato più tardi e il preside m’ha detto che era un po’ tardi ma non c’era problema, bastava che facevo in fretta. Se vengo stasera siete aperti? Sì sì, ha detto lui, Se è per il serale deve per forza venire la sera. La sera sono andato lì, il bidello sembrava simpatico, m’ha ripetuto la cosa del preside e io ho detto che il preside aveva già detto Sì e lui, quando ha saputo che ero di Bergamo, m’ha raccontato di un suo cugino che ha sposato una di Bergamo e ora vivono in un paese lì vicino. Poi m’ha accompagnato da un professore, pure lui simpatico. Ci siamo seduti a un banco e m’ha chiesto Come sei messo a chimica?, e io ho detto Male e lui ha detto che comunque m'andava bene perché cominciavano proprio settimana prossima. Le materie sono chimica organica, cioè chimica delle forme viventi, chimica analitica, disegno industriale (quello che si fa in Autocad, che io non ho mai capito cos’è l’Autocad). Da italiano, storia e inglese invece sei esonerato perché se hai il diploma in ragioneria allora hai già i crediti, ha detto il professore. Ah bene!, ho detto io. Per matematica invece dovevo parlare con l'insegnante di matematica, che stava nell’unica aula con la porta aperta. Sono entrato e lui stava spiegando i logaritmi e m'ha fatto sedere a un banco e ho pensato Fantastico! Sono già nel bel mezzo di una lezione sui logaritmi! Il professore sembrava molto bravo, per spiegare che le diverse basi dei logaritmi non erano altro che modi diversi di esprimere la stessa cosa ha raccontato del cavallo di Napoleone, che in tutti i quadri era di colore diverso, oppure ha fatto l’esempio delle facce virate di Andy Warhol. Gli studenti erano super attenti e pure molto simpatici, non avevano niente a che fare con quelli scemi che fanno la scuola di giorno. Alla fine della lezione uno compiva 42 anni e m’hanno offerto la torta e i biscotti e lo spumante, e un professore che è entrato continuava a dire per scherzo Vi boccio tutti! Vi boccio tutti!, e tutti ridevano. Insomma, sembra che sarà molto bello essere nella terza chimici. Stasera ho matematica e chimica analitica, wuuuuh! Ahah!




 
mercoledì, novembre 15, 2006
UNA DELLE AVVENTURE INDIMENTICABILI.

L’Europeo che ho preso ieri, “Avventure indimenticabili”, è bellissimo. Soprattutto gli articoli di Gianni Roghi, un reporter che è morto schiacciato da un elefante e che scriveva cose che mi piacciono tantissimo come questa.

YAUNDE’ (Camerun), gennaio
Il mago musulmano, per mostrarmi i suoi poteri lì, su due piedi, mi propone di mangiare una lametta da barba “sotto la sua protezione”. Rispondo che purtroppo sono agnostico, e che perciò la lametta avrebbe nella mia bocca effetti disastrosi. Il mago sorride e suggerisce che gli porti allora un mio amico “fedele” (per lui, ovviamente, io sono un cane infedele). L’esperimento della lametta, obbietto, è roba vecchia, lo si vede ancora alle fiere popolari in Europa. Risponde con dolcezza che si tratta di trucchi: lamette che non tagliano, lamette di plastica, lamette velocemente sostituite con gioco di mano, astucci in bocca e così via: quando avrò trovato il mio amico volenteroso, comperi io stesso una lametta nuova: sarò ancora io a mettergliela sulla lingua. Esco dalla casupola e vado a parlare con Amadunù, il mio autista che aspetta. Non è mai stato qui prima d’oggi, è musulmano marabutto fervente, per tutto il viaggio non ha dimenticato di fermarsi alle ore canoniche e di scendere di macchina per prosternarsi in orazione verso la Mecca. Amadunù, gli dico, hai fiducia nei maghi musulmani? Sì, risponde, grande fiducia. Saresti capace di fare qualsiasi cosa sotto la loro protezione? Sì, purché non sia una cosa cattiva, perché allora sarebbe un mago cattivo. Una cosa buona, gli dico: mangiare una lametta da barba. Amadunù rimane sorpreso, poi perplesso, infine dichiara che si fiderebbe comunque. Vado a comperare un pacchetto di lamette, rientriamo insieme al mago. Il mago spiega ad Amadunù la faccenda, Amadunù è tranquillo, lo guarda con riverenza profonda. Il mago prende una ciotola d’acqua, un vecchio libro e una lavagnetta. Apre il libro a una pagina consunta su cui appare una specie di casellario: in ogni casella una parola, un motto arabo. Lo ricopia diligentemente con un gesso sulla lavagna, la lava nell’acqua, le parole si sciolgono nella ciotola, si mescolano all’acqua e le danno potere. Amadunù la beve e tira fuori la lingua, io scarto la lametta e gliela appoggio adagio, già pieno di rimorsi. Amadunù, fissando il mago, si mette a masticarla come una crosta di pane, sento il cric crac dell’acciaio sotto i denti; poi la inghiotte. Fammi vedere la lingua, gli dico: ha un piccolo taglio sulla punta e basta; guance e gengive sono intatte. Il giorno dopo m’informo se ha dolori, se ha perso sangue. Tutto bene, dice ridendo, tutto normale.







 
martedì, novembre 14, 2006
AVVENTURE INDIMENTICABILI!
Forse in edicola c'è un nuovo fantastico numero dell'Europeo dedicato ai reportage d'avventura, "Avventure indimenticabili". Però non ne sono sicuro perché io l'ho visto nell'edicola di via San Giovanni sul Muro a Milano, e sono dovuto tornare lì a comprarlo perché dalle altre parti non ce l'avevano.

Ah, se volete scrivere anche voi un bellissimo reportage vecchio stile, nella raccolta "12 nuovi reportage vecchio stile" c'è ancora spazio!

www.nuovireportage.splinder.com







 
lunedì, novembre 13, 2006
Sapete se a Milano esistono corsi serali di chimica?


 
giovedì, novembre 09, 2006
IL MISTERO DEL RISOLVITUTTO.

Ieri sera ero sdraiato sul divano che mi guardavo attorno e a un certo punto m’è venuto in mente che il Risolvitutto, il Guinness dei Primati e il Mondo dell’Incredibile devono avere qualcosa in comune che non è solo il fatto che parlano di tutto, è qualcosa che quando ci penso non riesco proprio ad arrivarci. Per esempio mi basta guardare la copertina del Risolvitutto per qualche minuto per iniziare a ridacchiare, e se cerco di ricordare un consiglio pratico in particolare mi si confonde tutto come le cose quando diventa buio. Oggi ho scoperto che il Risolvitutto è una raccolta di articoli della Selezione del Reader’s Digest, proprio come il Mondo dell’Incredibile. E mi sono ricordato di quando da piccolo andavo a trovare la mia zia di secondo grado nel suo appartamentino con le tapparelle sempre abbassate per tre quarti e le caramelle nelle scatoline ricoperte di velluto. Su un tavolino in un angolo teneva una pila di giornaletti piccoli con le copertine tutte uguali e la scritta Reader’s Digest e subito sotto il sommario in cui da ogni riga partivano dei puntini che arrivavano al numerino della pagina. L’unica cosa che cambiava era il colore, le copertine potevano essere azzurre o marroncine o grigie*. Ogni tanto li sfogliavo e non erano male, ma di solito preferivo le Famiglie Cristiane, che a un certo punto avevano una bellissima pagina con i fatti più incredibili successi nel mondo*, per esempio “Pappagallo rapina una banca”*, con il disegno del pappagallo che vola via con delle banconote strette nel becco, oppure “Precipita da mille metri, illeso”*, la storia di uno che era caduto da un aereo ed era finito in un deposito di fieno o qualcosa del genere e si era solo rotto qualche osso. Non so se adesso la fanno ancora quella pagina su Famiglia Cristiana. La prossima volta che vado da mia zia glielo chiedo, e le chiedo anche se ha i suoi vecchi Reader’s Digest, forse quando li avrò tutti davanti riuscirò a scoprire cos’è quella cosa che non riesco ad arrivarci.

* Cose scritte basandosi su ricordi imprecisissimi!

PS. Ah, ho scoperto che la rubrica su Famiglia Cristiana si chiamava I fatti del giorno. E c'è ancora, pure sul sito!

I fatti del giorno!










 
martedì, novembre 07, 2006

Vaccinarsi è bellissimo. C’è una ragazza simpatica che mi fa la puntura e dice Fatto come se avessi sei anni, poi dice che devo aspettare fuori per quindici minuti e che potrebbe venirmi un po’ di febbre. “Può praticare tranquillamente attività sportive anche nei prossimi giorni”, mi spiega il dottore con i baffi. Io penso che potrebbe essere un buon motivo per iniziare a praticare attività sportive, così prendo la macchina e vado a un negozio Cisalfa fuori città. Il vaccino sta facendo effetto, mi sento tutto ovattato, prendo dei pantaloni di una tuta e una felpa, poi provo delle scarpe esposte e la ragazza dice Guardi che non si possono provare le scarpe esposte, e io dico Ah scusa, lei mi chiede che numero ho e io dico 42 e va a prendermene un paio e le metto e guardo se mi stanno bene anche se so già che non le comprerò. Poi vado in un camerino a provare i pantaloni e la tuta, quando esco c’è un commesso che mi aspetta, dice Hai bisogno?, io dico Sì volevo provare dei pantaloni tipo questi ma più morbidi, e lui dice Guarda che questi sono da donna e io Ah sì è vero!. Gli faccio vedere un altro paio di pantaloni che mi piacciono e lui va a prenderli e io lo aspetto lì e penso che è bellissimo vedere che le persone sono così attente a te, era da un po’ che non vedevo le persone così attente a me. Alla fine dico al ragazzo che anche quei pantaloni non mi stanno tanto comodi, poi torno in macchina e guardo la mia tesserina dei vaccini, è tutta piena di timbri e date segnate a matita che poi verranno cancellate e sostutuite da nuove date. Quante giornate fantastiche mi aspettano.



 
lunedì, novembre 06, 2006
IL BAGNO NON STA BENE.
L'altra sera ero in bagno che fumavo e ho buttato la cenere nel buco del bidet, solo che la cenere invece di entrare nel buco s'è messa a volteggiare nell'aria per mezzo secondo poi è atterrata lentamente sul bordo. Io ho pensato Mio dio ectoplasmi!, poi ho provato a mettere la mano sopra il buco e ho sentito dell'aria calda, aria calda che arrivava da dentro il bidet! A quel punto la vasca ha iniziato a fare Coff coff!, e le ho messo la mano sopra e ho scoperto che stava tossendo aria calda! Poi tutto ha smesso, un altro mistero irrisolto della vita.



 
giovedì, novembre 02, 2006
L’INDIANO ANTIGARDALAND.
“Ayeeeee! Aeyaeyayeeee!”. Diceva così l’indiano del Far West di Gardaland, e con la frusta dava dei colpi sul palco di legno e faceva dei fischi e poi rideva, Ah ah ah ah ah ah! A un certo punto spiegava che il modo migliore per tenere unita la famiglia è legarla con un lazo, e con il suo lazo legava una signora e dei bambini che aveva fatto salire sul palco. Dopo lo spettacolo sono andato da lui e gli ho detto che volevo intervistarlo e lui s’è fatto serio e m’ha detto Vieni dietro, m’ha fatto sedere su una sedia e m’ha raccontato di suo padre che faceva il Buffalo Bill Show e della sua filosofia che è “Vivi giovane, muori giovane e fa sì che il tuo cadavere abbia un bell’aspetto” e del numero 3 e degli spiriti e della sua famiglia che in realtà non era molto unita anche se lui sapeva usare il lazo, alla fine erano passati 54 minuti e Alan detto Tokahoma doveva fare un altro spettacolo, anzi voleva fare un altro spettacolo, perché m’ha detto che nessuno lo obbliga a fare spettacoli a delle ore precise, anche se a me sembrava che lui quello spettacolo dovesse farlo perché ha guardato l’orologio e ha detto Scusa ma ora devo fare il mio spettacolo. Sono rimasto a guardare l’inizio perché prima me l’ero perso, Tokahoma parlava delle persone che fanno troppe file a Gardaland e dei genitori che dovrebbero rimanere con i bambini e non lasciarli giù dalle giostre perché non sono abbastanza alti, ma lo diceva in un modo che secondo me non si capiva nulla, e ogni tanto frustava il palco e rideva senza motivo e dopo un paio di minuti la gente iniziava a andarsene ed era tutto tristissimo, ma per Tokahoma no, lui era felice dei suoi spettacoli e di poter insegnare a tre milioni e mezzo di persone delle cose nuove, come se quelli fossero lì ad ascoltarlo sul serio e non per far passare qualche minuto prima di andare dai Faraoni, o sullo Space Vertigo o ad Atlantide.



 
oggi
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
aspetta corridrice!
casa dell'accrocchio.
centro studi valerio millefoglie
comavigile!
conscious design
i fumetti dei sogni
IL BLOG DI CINEMA CHE MI FA RIDERE
il consigliere comunale che finirà impallinato da mio nonno Giacomo Pololi
il MySpace
il più grande artista morente.
il sito di quelli che fanno il papik
L'ACCALAPPIACANI
l'entusiasmo di valentina
la nostalgia di paolo
la spostata è a casa ed è irene
la vita istruzioni per l'uso (non il libro!).
la vivide carli moretti
lagatina
le grandi fatiche letterarie 1!
le grandi fatiche letterarie 2!
le grandi fatiche letterarie 3!
lo ieri è il domani, oggi
mio fratello
mondo nero
notizie dal sottomondo
renault 4
scuola elementare di scrittura emiliana
trucchetti
visitato *loading* volte