|
|
mercoledì, settembre 27, 2006 |
IMPARARE DAI CIOTTOLI.![]() Ieri mi sono svegliato tardissimo e ho finito di leggere un libro molto bello che si chiama La casa delle belle addormentate e parla di un signore anziano, Higuchi, che scopre una casa speciale dove i signori anziani possono dormire insieme a delle giovani ragazze narcotizzate. E Higuchi, sdraiato accanto a queste ragazze, ricorda la sua giovinezza, un po' come succede al signore del Posto delle fragole solo che a far venire i ricordi invece dei luoghi ci sono le ragazze addormentate. Alla fine del libro ero davvero tristissimo, e pensavo a come è difficile gestire il tempo, e che io non sono assolutamente capace di gestirlo, una giornata già mi sembra una cosa enorme, e se non devo fare nulla finisce che mi ritrovo a camminare per la casa e sedermi qua e là e provare a dormire per occupare quelle ore che mancano all'ora di andare a dormire. Quando l'ora era quasi arrivata, non so perché, mi sono messo a pensare al modo in cui le persone conoscono le cose, al fatto che uno magari sa che la velocità della luce è di 300.000 chilometri al secondo ma lo sa perché lo ha letto, non perché lo sa, e che quello che uno davvero sa, cioè quello che scopre e osserva con i suoi occhi, è davvero pochissimo. Per esempio, un po' di tempo fa parlavo con un signore che non ha mai studiato geologia ma continuava a fermarsi e raccogliere sassi dalla strada e dire che certi sassi erano davvero straordinari, di ogni ciottolo sapeva spiegarmi come si era formato, se incorporava uno strato di un altro sedimento eccetera eccetera. E tutte queste cose lui le aveva imparate guardando i ciottoli, non leggendo i libri. Poi sì, ne aveva letto qualcuno, però tutto era cominciato guardando i ciottoli. Così mi sono addormentato pensando che anch'io dovevo ricominciare dai ciottoli, e che i miei prossimi weekend saranno all'insegna dell'osservazione dei ciottoli. posted by alla.finestra | 12:16 | commenti (13) |
|
giovedì, settembre 21, 2006 |
Un po' di tempo fa sono andato in liguria per vedere le balene. Siamo stati al largo per quasi sette ore, quelli della barca dicevano che stavamo seguendo la rotta di alcuni capodogli che erano stati visti il giorno prima, ma dopo un po' s'è capito che non li avremmo mai trovati, anche perché il mare era un po' mosso e l'ombra delle onde faceva delle specie di striscioline scure simili alle sagome degli animali che nuotano a pelo d'acqua. In pratica i delfini e le balene nuotavano su una specie di enorme manto mimetico, così dopo un po' mi sono messo una felpa e sono andato sul davanti della barca a vedere l'acqua che mi scorreva sotto. C'era pure un sacco di vento, e quando la barca andava nella direzione opposta era così forte che ho scoperto che per due o tre secondi potevi stare in piedi di spalle e appoggiarti all'aria proprio come ti appoggi a un muretto.![]() posted by alla.finestra | 11:34 | commenti (30) |
|
mercoledì, settembre 20, 2006 |
I GRAFICI DEL SENTIMENTO DEGLI YANOMAMI. Stamattina, in metrò, ho finito di leggere un libro molto bello che parla dell'assassinio di un gruppo di indios dell'Amazzonia da parte di un gruppo di garimpeiros, cioè i cercatori d'oro che avevano iniziato ad arrivare nella foresta alla fine degli anni '80. Il gruppo di indios si chiama Yanomami, e il libro spiega che dopo l'assassinio molti dicevano che tutta la vicenda era un'invenzione del governo per vendere le miniere d'oro dell'Amazzonia ai paesi stranieri. Nel villaggio dove erano stati uccisi gli Yanomami non si trovavano i corpi, solo capanne bruciate e fori di proiettili ovunque. Però quelli che conoscevano bene gli Yanomani sapevano che i morti non potevano essere trovati, perché gli Yanomami li cremano e poi li mettono in delle zucche che portano sempre con loro. Insomma, non c'erano delle vere prove dell'assassinio, e in più dopo un po' si era scoperto che la cosa non era accaduta in Brasile ma oltre il confine, in Venezuela. E così alla fine dei 19 garimpeiros che avevano ucciso gli Yanomami ne furono presi e condannati solo due. Nel libro si parla di questo, ma anche della storia dei garimpeiros e di quella degli Yanomami, e a un certo punto ci sono delle tavole bellissime che spiegano qualcosa del linguaggio degli Yanomami. Sembrano delle specie di grafici dei sentimenti in cui il ricordo, la rabbia e la nostalgia diventano delle lineette seghettate, delle palline grandi e piccole, delle onde. Per esempio la nostalgia per una persona morta è rappresentata da delle specie di ovali su una linea, che sarebbe il tempo, e cresce e diminuisce continuamente, e in alcuni punti, quando sembra che ormai dovrebbe essere passata, torna grande, e così ti viene da chiederti se gli Yanomami abbiano davvero misurato la nostalgia, il ricordo, la rabbia, proprio come degli scienziati dei sentimenti. Però questo nel libro non è scritto. ![]() posted by alla.finestra | 10:57 | commenti (10) |
|
lunedì, settembre 18, 2006 |
LE GAG SULLO SFONDO. Ieri dovevo passare un po' di tempo così mi sono preso Una pallottola spuntata 33 e 1/3 da blockbuster. L'ho preso perché proprio da blockbuster, un po' di tempo fa, avevo visto la scena iniziale, quella della sparatoria con le carrozzine che cadono dalla scalinata e i boss mafiosi e il presidente degli Stati Uniti e il Papa e i terroristi islamici e gli impiegati delle poste incavolati che si ritrovano tutti nello stesso momento a scendere gli scalini della stessa stazione, e m'aveva fatto ridere. Anche ieri m'ha fatto ridere, e m'hanno fatto ridere anche i titoli di testa con il primo piano della sirena della macchina della polizia che vola sulla città di notte o entra nel tunnel della Morte Nera. Il resto invece non è che mi sia piaciuto molto, però alla fine, siccome non era passato abbastanza tempo, mi sono rivisto tutto il film con il commento di Jim Abrahams e David Zucker e ho scoperto che quello che dicevano loro era molto più divertente e interessante del film. Per esempio mi sono accorto che nelle scene a casa del tenente Frank Drebin accanto alla porta c'è un quadro di Davy Crockett che cambia ad ogni inquadratura, oppure che nella clinica della donazione di sperma alle pareti sono appese immagini dello Shuttle o di un geyser, e a quel punto Abrahams e Zucker scherzando dicono che le vere gag del film stanno sullo sfondo, sui muri, non sono quelle degli attori. Al che io ho pensato Ehi, è vero!, e mi sono messo a ridacchiare come se fossi stato lì, insieme a Abrahams e Zucker, a bere un caffé e chiacchierare di un nostro vecchio film messo insieme un po' così, usando spezzoni d'archivio o scene tagliate dai primi due. Alla fine, quando dopo gli ultimi titoli di coda il logo della Paramount ha cacciato i miei vecchi amici, mi sono sentito pure un po' solo. posted by alla.finestra | 11:22 | commenti (10) |
|
giovedì, settembre 14, 2006 |
I LEONI AVRANNO I MICROCHIP.![]() “Le meraviglie del 2000” è il nome di un vecchio romanzo di Salgari in cui un medico e un ragazzo ricco si fanno ibernare e si risvegliano nel 2003. Il mondo del 2003 è meraviglioso, nel cielo volano grandi navi alate, tunnel lunghissimi collegano tutti i continenti, e tutto funziona grazie all’elettricità e alla pressione e alle altre tecnologie che all’inizio del ‘900 sembravano le tecnologie del futuro. Dopo aver letto il libro avevo cercato su internet le scansioni di un po’ di riviste dello stesso periodo, mi piaceva il tono entusiasta con cui si parlava delle Esposizioni Universali e pensavo che adesso non si parla più in tono così entusiasta delle possibilità del futuro, e nemmeno esistono più Esposizioni Universali come quelle di una volta. Così mi ero inventato un progetto per una rivista che sarebbe dovuta essere la versione moderna delle vecchie riviste dell’Esposizione Universale, con titoli sensazionalistici e reportage e interviste un po’ ingenue sulle meraviglie che stavano per arrivare. Poi un giorno avevo incontrato dei pazzi malati che cercavano di riprodurre una macchina per spostare le nuvole inventata da una specie di scienziato che diceva di essere l’assistente segreto di Guglielmo Marconi e avevo pensato Cavolo qui non basta un reportage, bisogna farci un documentario su questi, solo che fare un documentario era un po’ un casino, e poi con una telecamera è difficile essere entusiasti e sensazionalisti, quello che si vede si vede, e quello che si vedeva erano questi folli che pensavano di fare precipitare gli aerei dal loro garage e a un certo punto arrivava la madre di uno, una signora anziana della provincia di Rovigo, che diceva Volete un tè? Insomma, non era proprio una “meraviglia del 2000”. Alla fine del progetto com’era all’inizio sono rimasti solo un paio di articoli. Uno è un’intervista a un safarista che avevo trovato su Google, un signore che ha una ditta edile in provincia di Modena e che ero andato a trovare per chiedergli come l’ingegneria genetica e la robotica avrebbero cambiato il mondo dei safari. http://www.rael-is-real.org/soda/?p=138 posted by alla.finestra | 11:38 | commenti (14) |
|
mercoledì, settembre 13, 2006 |
IL MIO ORO.![]() Sabato ho incontrato per la seconda volta dei veri cercatori d'oro. Con uno dei due ho attraversato una riva del ticino fatta di sassolini e sabbia da cui spuntavano dei fiori gialli altissimi, io continuavo a guardare le cavallette che saltavano per terra e a pensare Cavolo adesso una mi finisce addosso, non possono non finirmi addosso, una mi deve finire addosso! Invece non mi sono finite addosso. Sulla riva del fiume eravamo solo noi, dei pezzi di legno bruciato, una bottiglia di birra rotta e qualche carta di pacchetti di patatine. Il cercatore d'oro m'ha fatto vedere come si fa a cercare l'oro. M'ha spiegato che quando il fiume fa le piene lascia sempre dei sedimenti, ed è in questi sedimenti che si trova l'oro. Per sapere dove sta, m'ha spiegato, basta guardarsi attorno: dove la sabbia e i sassi sono più scuri, vuol dire che lì si concentrano tutti i materiali più pesanti, e quindi anche l'oro, che è il più pesante di tutti. Con una pala ha buttato un po' di sabbia scura in una specie di piatto a forma di cono poi m'ha detto di seguirlo fino alla riva del fiume. Si può anche rimanere fuori, ha detto, ma io sto più comodo dentro, ed è entrato nel fiume. Lì ha iniziato a "pulire" la sabbia, cioè a far girare il piatto-cono, che in realtà si chiama batea, e a scuoterlo per far venire in superficie tutto il materiale più leggero. Alla fine sul fondo del cono sono rimasti solo una polverina nera e un po' di pagliuzze d'oro, dei minuscoli cerchiolini gialli tutti schiacciati. Il cercatore m'ha spiegato che è così che si cerca l'oro, lo si può fare a mano, oppure lo si può lasciar fare all'acqua mettendo delle specie di scalette sul fondo del fiume, ma il concetto è sempre lo stesso. Poi ha preso una specie di pompetta e ha risucchiato l'acqua con la magnesite, cioè la polverina nera che di solito si toglie dalla batea con una calamita, e le pagliuzze d'oro, e l'ha versata in una provetta. Tieni, ha detto, il tuo oro. E io ho sorriso e l'ho ringraziato. posted by alla.finestra | 14:43 | commenti (12) |
|
martedì, settembre 12, 2006 |
LA LEGIONE DI ELGOOG!![]() l'altro giorno un mio collega m'ha passato due file e ha detto che veniva da me a ascoltarli perché dal suo computer non si sentivano. abbiamo aperto i file con realplayer e sono partite queste preghiere recitate in rumeno con in sottofondo una musica abbastanza paurosissima, lui intanto controllava le parole su un foglio, alla fine ha detto "Eh sì, sono proprio loro", e m'ha spiegato che quelle che m'aveva girato erano le canzoni di uno spot della campari con la musica dritta e la traccia vocale girata al contrario. poi ha scoperto che i preti rumeni avevano fatto causa a kubrick (la canzone dello spot era quella della scena delle mascherine di eyes wide shut) e alla campari perché non avevano chiesto i diritti per usare le loro preghiere al contrario su immagini di orge in mascherina e situazioni di ambiguità sessuale eccetera eccetera. qualche giorno dopo il collega stava ancora cercando cose sugli spot della campari. a un certo ha detto "Ah! Allora non è un caso isolato!" e s'è messo a ridacchiare. aveva scoperto che in un altro spot quelli della campari avevano usato una canzone di Yma Sumac, una cantante sudamericana che faceva colonne sonore per film sui maya e cose del genere, e che aveva una voce acutissima e si diceva che riuscisse a cantare ben cinque ottave, cioè cinque scale da do a si. ma Yma Sumac, dicevano alcuni siti, in realtà non era una donna, e nemmeno si chiamava Yma Sumac! il suo vero nome, secondo loro, era Amy Camus. cioè Yma Sumac al contrario. e siccome si parlava di canzoni e di cose al contrario m'è venuto in mente un video che avevo visto su Wolphin, il dvd prodotto da quelli di McSweeney's. nel video un tizio che si chiama Jaroen Offerman cantava Stairway to heaven al contrario davanti alla Cattedrale di St. Paul a Londra, solo che il video era stato girato al contrario, quindi si vedeva lui che cantava Stairway to heaven dritta e la gente dietro di lui che passeggiava al contrario! a questo punto, non so perché, il collega ha scritto Namreffo Neoraj, cioè Jaroen Offerman al contrario, su Google. io ho detto "Non credo che uscirà qualcosa" e invece è uscito qualcosa: un link che portava a una pagina di Elgoog, cioè google al contrario! e siccome non sapevamo che Elgoog in realtà era solo un "mirror" di google (però non un mirror in senso informatico, cioè un backup, ma un mirror in senso umoristico, cioè google specchiato, fatto da dei tizi di new york che si chiamano All too flat e fanno cose come le foto con le celebrità in cui le celebrità invece di essere fotografate devono scattare la foto), abbiamo pensato di trovarci di fronte a un'internet parallela di persone che sanno parlare al contrario e forse fanno cose non tanto belle per il destino del mondo! per esempio, cliccando su un link a caso di quella pagina, che era una directory di artisti visivi tra cui c'era Jaroen Offerman, siamo finiti sul sito di un certo Richard Ozanne, un artista che vive vicino a torino e che però ha ricevuto un sacco di targhe e riconoscimenti da università e ambasciate di tutto il mondo eccetera eccetera, e che ha regalato una croce alla Chiesa dei Discepoli di Cristo di Columbine, la Columbine quella famosa dei ragazzi che hanno sparato a scuola. la croce era un regalo in memoria dei bambini uccisi nella strage e, diceva Richard Ozanne, aveva una storia molto speciale! "L'artista era in tour nella Repubblica Ceca quando venne a sapere del disastro di Columbine. In un paesino della Repubblica Ceca fu avvicinato da un vecchio signore che teneva in mano una borsa piena di gemme non lavorate. Le diede all'artista e disse che le gemme dovevano essere usate in un modo molto speciale. Fu questo regalo a ispirare la costruzione della croce". Anche alcuni degli altri link portavano a siti di artisti che sembravano dei pazzi malati satanici. Alcuni invece no. E così, dopo aver scoperto che Elgoog in realtà era stato inventato dai tizi di new york e che in Cina lo usano tantissimo perché Google è vietato, abbiamo pensato che la pagina con Richard Ozanne e gli altri artisti brutti ceffi probabilmente era capitata lì per caso. Anche se cercando su google ho scoperto che ci sono persone che linkano Google News scrivendo "Swen Elgoog", e che un tizio di un gioco di ruolo ha chiamato il suo personaggio o qualcosa del genere "La legione di Elgoog". Sicuramente tra voi c'è chi vuole andare avanti in questa fantastica ricerca, quindi ecco a voi il link a "quella pagina". Ahahahah! http://elgoog.rb-hosting.de/index.cgi?dir=/Top/Arts/Visual_Arts/Personal_Pag es/O/&page=/alpha/Top/Arts/Visual_Arts/Personal_Pages/O/ posted by alla.finestra | 11:30 | commenti (4) |
|
lunedì, settembre 11, 2006 |
CARAMELLE ALLA PROPOLI.![]() ieri sera sono tornato a casa che ero stanchissimo e mi bruciava completamente la gola, ma non di quel bruciore che bevi un bicchiere d'acqua e passa, l'unico modo per stare meglio era ingoiare un cucchiaio di miele e farlo scivolare lentamente verso l'esofago, come una colata di dolcissima e morbidissima lava che in realtà è buonissimo miele. però non potevo mangiare miele tutta la notte, e così mi sono portato a letto delle caramelle alla propoli e me ne sono messa in bocca una e ho spento la luce. a un certo punto, siccome stavo per addormentarmi, ho masticato la pallina alla propoli per mandarla giù e m'è venuto in mente un disegnino che avevo visto sul libro di biologia che sto leggendo, e cioè un cubo messo a confronto con lo stesso cubo diviso in quattro cubi più piccoli. questo per spiegare che le cellule sono piccole perché il cubo diviso in cubi ha lo stesso volume di quello non diviso, ma ha molta più superficie. e quindi, siccome le cellule scambiano cose con l'esterno attraverso la superficie, in questo modo scambiano molto più velocemente. m'è venuto in mente tutto questo perché la caramellina alla propoli masticata si scioglie molto più velocemente di quella intera anche per questo motivo, e così ho pensato Sì, ma quanto più velocemente si scioglierà la caramellina ora che è fatta a pezzettini?! così ho iniziato a immaginare la figura del cubo diviso prima in 8 quadrati, poi in 27 e in 125, e contando le facce dei cubetti ho scoperto che il cubo diviso ha superficie n^3 per 6, mentre quella del cubo non diviso è n^2 per 6. però la caramellina era una specie di pallina, non un cubo! e con una pallina diventa tutto difficilissimo perché se la dividi in palline più piccole rimangono un sacco di pezzettini, e come cavolo si fa a calcolare la superficie e il volume di quei pezzettini?! insomma, alla fine ho dovuto smettere di pensare alla caramella, però ho pensato che magari una cosa che si divide in cose più piccole ma con una superficie più grande può essere usata in altri modi. per esempio ci si può fare una lampada cubica che si divide in cubetti sempre più piccoli diventando sempre più luminosa! ma diventerebbe davvero più luminosa? e una sfera che si divide in tante piccole sfere potrebbe diventare una specie di carrello ripiegabile in sfera? e soprattutto, a cosa diavolo servirebbe questo carrello? non lo so! ma forse voi sì. posted by alla.finestra | 11:25 | commenti (12) |
|
venerdì, settembre 08, 2006 |
ALFINESTRINO E IL PROGETTO SPAZIALE ZAMBESE. Oggi ho avuto un'idea. Stavo passeggiando e guardando dentro le macchine, cioè nei finestrini delle macchine parcheggiate, ho visto dei bastoni da montagna, una compilation di musica napoletana, pacchetti di sigarette con scritte straniere oppure solo dei sedili pulitissimi. Così ho pensato che siccome spiare nelle macchine è divertente ed è da un bel po' che questo blog si chiama allafinestra senza alcun motivo, da lunedì inizierò a pubblicare una nuova fantasticissima serie di fotografie in bianco e nero che si chiamerà "Alfinestrino", cioè quello che c'è dentro le macchine. Intanto, ho tradotto per voi (sì, solo per voi, super amici!) questo articolo bellissimo comparso su un giornale dello Zambia nel 1964... ![]() ANDIAMO SU MARTE! Con un’astronauta, due gatti e un missionario Di Edward Makuka Nkoloso, Direttore della Zambia National Academy of Space Research. Il futuro dello Zambia è proiettato nell’era spaziale. Ancora più avanti della Russia e dell’America. Infatti la mia Accademia di scienze ha già sviluppato tecnologie di cui le due superpotenze disporranno solo tra sei o sette anni. E’ una sfortuna per Lusaka che io non abbia avuto la possibilità di candidarmi come primo ministro. Se fossi stato eletto, la capitale dello Zambia sarebbe diventata un’altra Parigi, o addirittura un’altra New York. Nei sobborghi di Matero, Kamwala e Chilenge sarebbero sorti centinaia di grattacieli. Le vecchie case sarebbero scomparse. Ma non importa, avremo comunque la nostra Parigi. Per come la vedo io, lo Zambia avrebbe potuto festeggiare la sua indipendenza con un razzo lanciato nello spazio. Ma il Comitato per la Celebrazione dell’Indipendenza dice che il lancio avrebbe terrificato i nostri ospiti e forse l’intera popolazione. Penso fossero preoccupati soprattutto per la polvere e il rumore. NOI SIAMO PRONTI E’ davvero un peccato. Nei nostri quartieri generali, che si trovano in un sito segreto a circa sette miglia da Lusaka, è già tutto pronto. Il razzo sarebbe potuto partire dall’Indipendence Stadium e lo Zambia, a pochi giorni dalla conquista dell’indipendenza, avrebbe conquistato anche Marte. Sì, è lì che vogliamo arrivare – Marte. Abbiamo studiato il pianeta con i nostri telescopi e siamo assolutamente certi che Marte sia abitato da popolazioni primitive. L’equipaggio che le incontrerà è già pronto: l’astronauta Mata Mwambwa, due gatti (anche loro addestrati) e un missionario saranno i primi ad essere lanciati. Ovviamente il missionario non costringerà le popolazioni marziane a convertirsi, se non lo vorranno. Ma c’è un altro problema. L’UNESCO non ha risposto alla nostra richiesta per un finanziamento di £ 7.000.000, e senza quei soldi non potremo portare avanti il nostro programma. Perciò il Governo zambese, se vuole guadagnare per primo il controllo dello spazio interstellare; deve fornirci aiuti immediati. Ma soprattutto deve sventare i piani satanici dei nostri nemici: ho saputo che da molto tempo le spie russe operano in Zambia, e anche quelle americane si trovano già nelle nostre città. Stanno tutti cercando di catturare Mata e i miei gatti. Vogliono conoscere i nostri segreti. Se vogliamo mantenere la leadership spaziale, dobbiamo occuparci immediatamente di questa questione. Tutte le spie devono essere incarcerate senza necessità di un processo. Per il resto sono soddisfatto del lavoro del nostro Governo, anche se servono maggiori incoraggiamenti rivolti ai giovani perché entrino a far parte della nostra Accademia. Anche se purtroppo l’edificio che ospitava la nostra sede di Matero è stato abbattuto. Non va bene. Spero che al suo posto il Governo costruisca appartamenti più moderni per ospitare i nostri uffici. La capitale del nuovo Zambia “scientifico” deve essere magnifica. Chi la scorge da lontano deve poter vedere una città degna del più grande Stato scientifico al mondo, non una discarica. Gli zambesi non sono inferiori a nessuno in campo scientifico. Per questo sono certo che i miei piani di esplorazione spaziale saranno realizzati. (dall’archivio del museo di Lusaka) posted by alla.finestra | 15:59 | commenti (3) |
|
mercoledì, settembre 06, 2006 |
IL FINTO ALDO.![]() Prima ero seduto al parco che facevo esercizi di matematica e una ragazza in bici s'è fermata accanto a me e ha detto Scusa, tu sei Aldo? Io le ho detto di no, ma poi ho pensato Cavolo dovevo dirle di sì! Sarebbe stato super divertente vedere fino a che punto riuscivo a essere Aldo, incontrare altri amici, e poi i veri amici di Aldo, sempre facendo finta di essere Aldo. Forse sarei riuscito a far credere pure a qualcuno di loro che Aldo ero davvero io, anche se quelli che conoscono bene Aldo avrebbero detto Ma tu non sei Aldo!, e allora avrei detto che in effetti non ero Aldo, mi ero finto Aldo per fare un esperimento sulla possibilità di diventare Aldo, e quelli si sarebbero messi a ridere e probabilmente li avrei anche rivisti qualche volta nei panni del Finto Aldo, che magari era addirittura meglio del vero Aldo che le ragazze in bicicletta cercano per strada! La prossima volta, lo giuro, sarò Aldo. posted by alla.finestra | 15:01 | commenti (20) |
|
venerdì, settembre 01, 2006 |
cavolo mi odio. sto facendo un po' di esercizi di matematica, in pratica devo decomporre in fattori dei polinomi, le cose che si possono fare sono poche e abbastanza semplici come raccogliere a fattore comune (ax + ay, per esempio, ha il fattore comune a e quindi è uguale ad a(x+y)), fare il raccoglimento parziale (che è come il raccoglimento a fattore comune, solo che se bisogna raccogliere ax + bx + ay + by esce a(x+y) + b(x+y) che è uguale a (a+b)(x+y)), oppure trovare dei prodotti notevoli (sono sei o sette, del tipo a^2 - b^2 = (a+b)(a-b), e si imparano a memoria, anche se poi hanno tutti la loro spiegazione), eccetera eccetera. insomma, con a^3b^3 + 3a^2b^2 + 3ab + 1 + x^3 ho cercato di fare un sacco di raggruppamenti ma non mi veniva nulla, e non mi sono accorto che tutta la prima parte non era altro che (ab+1)^3, e quindi tutta quella cosa che non capivo era soltanto una dannata differenza di cubi, cioè uno di quei prodotti notevoli che si imparano a memoria. insomma, più o meno è come sapere che 2+2 fa 4 e non capire che anche 3+1 può fare 4. per fortuna che ci sono le balene. posted by alla.finestra | 18:57 | commenti (9) |