venerdì, aprile 29, 2005
quello che volevo dire è che ho pensato un po' alle cose che la gente fa. soprattutto a quello che scrivono, agli articoli, alle riviste. e m'è venuta in mente la frase detta da Tony Curtis nei panni di Houdini, cioè che quello che la gente vuole vedere è qualcuno che sfida la morte. che poi è anche quello che voglio vedere io. e invece nelle riviste, nei libri e blablabla nessuno sfida mai la morte. il massimo che fanno è prendere un aereo per andare a intervistare qualcuno e poi tornare indietro. e questa cosa mi fa venire in mente tutte le frasi non dette da me quando in realtà avrei voluto dirle, o di ieri che in metrò mi sono ritrovato davanti una ragazza che leggeva Non ti muovere e alzava lo sguardo e aveva gli occhi tutti lucidi. io avevo in mano un mazzo di rose, me le avevano date per lavoro, e volevo alzarmi e darle a lei e fare una figura super terribile e poi ridere e pensare Cavolo, l'ho fatto! invece non l'ho fatto. sono sceso dal metrò e ho pensato Che idiota che idiota! tutto perché non avevo avuto il coraggio. negli articoli e nei libri, nessuno dà mai il mazzo di rose alla ragazza del metrò, e ovviamente questa è una metafora per dire che nessuno fa mai il corrispettivo giornalistico o che ne so del dare il mazzo di rose alla ragazza del metrò. di solito ho l'impressione che si guardino le scarpe, e che le loro scarpe siano bellissime e lucidissime, ma il dare le rose alla ragazza è proprio tutta un'altra cosa, e per farlo devi fregartene delle scarpe. devi guardare la ragazza, alzarti e darle il mazzo.

(tutto questo per dire che ci vuole più coraggio, solo che ormai coraggio lo dicono nelle convention aziendali e quindi preferisco dire "regalare un mazzo di rose alla ragazza del metrò")

 
l'altro giorno ho sistemato la mia camera, era piena di scatoloni e cose lasciate dal vecchio inquilino e così ho messo tutto nel corridoio per portarlo in garage. solo che non avevo idea di quale fosse il mio garage, allora ho mandato un messaggio al mio coinquilino e lui ha detto che la cantina era proprio accanto alla porta della spazzatura. m'ha lasciato le chiavi sul tavolo e ieri sera sono tornato a casa e ho provato a aprire il garage ma tra tutte le chiavi non ce n'era nemmeno una che funzionasse. poi è arrivato un signore con gli occhiali e m'ha detto Ehi che stai facendo? Ah, ho detto io, è suo il garage? Sì, ha detto lui. Oh scusi, ho detto io, ero convinto che fosse mio, e ho cercato di spiegargli come mai stavo armeggiando col suo garage e lui borbottava, diceva Beh ma non capisco, e a me veniva un po' da ridere. Ma per caso c'è anche una cantina qui?, gli ho chiesto, e lui ha detto Sì è quella lì, e ha indicato la porticina vicino al garage. Ah ecco, ho detto io, e con le chiavi ho iniziato a armeggiare pure lì, ma continuava a non funzionare nulla. sono tornato a casa e dopo un po' è arrivato il coinquilino e gli ho raccontato tutto e alla fine abbiamo scoperto che le chiavi erano sbagliate. stamattina m'è arrivato un suo messaggio. diceva che la portiera gli aveva chiesto dello scassinatore di ieri. domani dovrò andare a parlarle per tranquillizzarla. solo che ho paura che nel condominio sia girata la voce che c'è un pazzo scassinatore che cerca di aprire i garage di tutti e stamattina mi immaginavo tutti questi tizi radunati fuori dal palazzo con le fiaccole come in intervista col vampiro. forse sono davvero in pericolo, super amici!

 
mercoledì, aprile 27, 2005

cari super amici, stamattina ho fatto pipì in un barattolino e l'ho portato all'ospedale per il test delle urine. ho preso il bigliettino e il numero sul bigliettino era 457 e il numero sul coso dei numeri era 121, così ho deciso di andare prima in questura a rinnovare il passaporto. in questura c'era una fila di immigrati e poi una fila più corta di non immigrati. l'ultima della fila di non immigrati era una signora con degli occhialoni semiscuri anni 70. scusi, le ho detto, io devo rinnovare un passaporto scaduto. deve fare la fila, ha detto lei. sì, ho detto io, ma magari lei sapeva quanto ci vuole più o meno. quindici venti giorni, ha detto lei. cavolo, ho detto io. sono uscito dalla questura e ho pensato Addio alaska, e siccome pensarlo non era abbastanza ho anche mandato un paio di messaggi e una mia amica m'ha risposto dicendo che era una truffa. perché?, le ho ri-risposto io, ma lei non ha più ri-ri-risposto. me ne sono tornato a casa, ho svuotato la pipì nel water, ho pensato oh cavolo perché l'ho svuotata potevo farle una foto! alla fine ho acceso il computer e ho cercato su google alaska+salmoni+truffa, e su un forum di rapper ho trovato questo link http://www.labor.state.ak.us/esd_alaska_jobs/seafood.htm che spiega che il lavoro in alaska è pagato bene ma bisogna spendere soldi per queste attrezzature

  • wet weather gear $100 per set
  • rubber boots $40 to $70 per pair
  • gloves $2 to $12 per pair
  • wrist covers or sleeves $5 per set
  • sleeping bag $70 to $200
  • e per licenze di pesca e cose del genere. ed è anche rischiosissimo perché spesso per arrivare al pronto soccorso più vicino, o perché il pronto soccorso più vicino arrivi a te, ci vogliono ore o anche giorni. comunque qui c'è il contratto che non ho ancora letto http://thomasp.altervista.org/DahmenFishingContract.doc ma sono sicuro farà chiarezza su tutto. ah, date un'occhiata anche alla nuova gallery di foundphotos http://www.10eastern.com/foundphotos/?galleryNum=107&page=2&tn=FALSE! e pure a quelle vecchie, se non le avete mai viste!


     
    giovedì, aprile 21, 2005

    a maggio, in alaska, comincia la caccia al salmone. si tratta di pescare salmoni, pulire salmoni, stoccare salmoni e catalogare salmoni, tutto in mezzo all'oceano. oggi ne parlavamo a pranzo io e il collega papàdario, e pensavamo che sarebbe davvero fantastico andarci e ridevamo di noi con le pipe in bocca a gridare Squalo a poppa! oppure Ammainate quelle vele! Subito, per Dio! oppure Corpo di mille balene! Guardate come soffia!, riferito a una balenottera gigante salita a prendere aria proprio accanto alla nave. purtroppo, invece, le 1300 e qualcosa persone che potranno dire queste cose fantastiche sono già state selezionate dalla Randstadt Italia, e tra qualche settimana saranno là con viaggio, vitto e alloggio spesati e uno stipendio da 3000 a 6000 euro al mese, per tre mesi. corpo di mille balene, come ho potuto lasciarmi sfuggire una simile occasione!!!

    ah, sotto sono comparse o ricomparse fantastiche foto!

     
    mercoledì, aprile 20, 2005
    domenica sera, al misex, fuori dalla dark room c'era un sacco di gente. ma cosa fanno dentro?, ho chiesto a uno, e quello ha detto Non lo so, siamo in fila da un'ora e mezza. senza sapere per che cosa!?, ho detto io. e lui s'è messo a ridere e ha detto Sì. poi un altro ha visto che ero con una mia amica e ha detto Oh no un'altra coppia, per favore tornate dopo altrimenti vi fanno entrare subito. allora io e la mia amica siamo andati a farci un giro e dopo un po' ci siamo annoiati di tutti 'sti pazzi malati che pagano 30 euro per andare a fotografare la figa di una, così siamo tornati alla dark room e ci hanno fatto entrare subito proprio come aveva detto il tizio. i due ragazzi buttafuori con la maglietta gialla m'hanno dato una pila accesa e sono entrati insieme a noi e dentro c'era questa ragazza nuda che si toccava e si avvicinava a noi e io dovevo illuminarla con la pila ma mi vergognavo un po' e i buttafuori mi dicevano Dai illuminala bene! Dai ma che stai facendo?, e io continuavo a far saltare la luce dalle tette della ragazza al muro nero dietro di lei. la ragazza si chiamava amanda, amanda krawford, e a un certo punto è venuta da me e ha detto Ma va' che non sei timido e m'ha messo una mano in mezzo alle gambe e io mi sono ritirato tutto imbarazzato. poi ha preso la mia amica e l'ha trascinata vicino al muro e ha iniziato a toccarla un po' attraverso i pantaloni, le ha infilato una mano sotto la maglietta eccetera. io continuavo a ridacchiare con 'sti due tizi con le magliette gialle in parte. insomma è stato super super imbarazzante!


     
    martedì, aprile 19, 2005
    sull'intervista più lunga del mondo potrei scrivere un post ancora più lungo di quello qui sotto. ma non ne ho nessuna voglia, anche perché sto mangiando solo wurstel, pasta, mais e latte e stamattina mi sentivo un po' come il tizio di super size me. l'unica cosa da sapere è che è andata malissimo. dopo ore di viaggio, attese in mezzo a bufere di neve, camminate nella nebbia cercando di evitare alberi che mi cadono addosso e altre cose del genere, la ragazza degli skipass ha detto che la catena di sciatori era stata annullata per il maltempo. così ho conosciuto un barista pazzo malato che non vede l'ora di andare in tibet, tre autisti d'autobus antipaticissimi, un poliziotto che m'ha sgridato perché stavo a fotografare una ruspa che spostava un albero a mezzo metro dal pericolo e ore di attesa alla stazione degli autobus senza deposito bagagli di aosta leggendo Gente, Focus speciale catastrofi, Internazionale e The Games Machine. blabla.

     
    lunedì, aprile 18, 2005
    Alla triennale ci sono un mucchio di giapponesi, inglesi, americani. Ci sono anche delle bancarelle che distribuiscono Heineken in speciali bottiglie di alluminio molto carine, Only Yo bianchi e alla fragola, acqua Panna, olio, cioccolato, eccetera. E poi c’è una libreria di design, poltrone sparse in mezzo al prato e gente che ci si siede sopra e sorseggia vino rosso. E’ Incontri, la mostra del design o qualcosa del genere. Ma a cosa serve il design? E perché i designer si vestono in modo così appariscente e si guardano sempre attorno con aria distratta e si fanno fotografare tutti seri in pose per niente serie? Per cercare di non capirci di più, mi sono vestito anch’io in modo appariscente, ho distrattamente scritto qualche domanda sulla mia agendina e insieme al collega fotografo Papàdario ho passato una fantastica pausa pranzo proprio in mezzo a loro, i designers.


    Ci siamo fermati da dei tizi che se ne stavano seduti su delle poltroncine in mezzo a un prato. Scusate posso farvi qualche domanda?, ho detto io con il registratorino in mano. Sì, ha detto uno di loro. Bene, ho detto io, il tuo lavoro è stato spesso influenzato dalle ciliegie? Lui ci ha pensato un po’, poi ha detto di no. E da altri frutti? Dalle banane, ha detto una sua amica, e tutti si sono messi a ridere. Poi sono tornati seri e lui ha detto No, la frutta non mi ha influenzato particolarmente. Tu che lavoro fai?, ho chiesto io. Mi occupo di architettura, ha detto lui. Ah, e quindi come vedi la Napoli del futuro? Napoli… Beh, sono sicuro che è una città piena di potenzialità. Potenzialità di che tipo? Hai qualche progetto in mente? Ecco, progetti no, ha detto lui. A dire la verità non sono mai stato a Napoli, quindi progetti precisi non ne ho, però ne ho sentito parlare molto bene. Ah, ho detto io, E per il cittadino del futuro hai qualche progetto? Dal punto di vista del design, voglio dire, secondo te si può migliorare qualcosa? Magari allungare un braccio, che ne so. Il ragazzo ci ha pensato e ha detto che forse ci vorrebbe più mobilità. Articolazioni più snodate?, ho chiesto. No, no, ha detto lui, mobilità nel senso di possibilità di muoversi, di andare nei posti. Ah, ma dal punto di vista fisico non si può fare niente? No, non so, secondo me dal punto di vista fisico no. Cioè va bene così com’è ora? Sì, ha detto lui. Grazie, ho detto io, e l’ho salutato e ci siamo augurati buona giornata a vicenda. Subito dopo, io e il collega Papàdario abbiamo notato due splendide ragazze sedute su due poltroncine bianche in un’aiuola artificiale piena di fiorellini, alcuni un po’ appassiti per via del continuo calpestamento. Ci siamo avvicinati e blabla. Secondo voi le piante sono così fighe?, ho chiesto. In che senso?, ha detto una. Nel senso se sono così fighe, ho detto io. Lei ha detto Beh, sì, sono belle. E quali sono le migliori? Ah, questo non lo so, non mi occupo di botanica. E della Napoli del futuro che ne pensi? Loro si sono messe a ridere. Non ci sono mai stata, ha detto la ragazza più vicina. Ma secondo te perché nessuno di quelli che sono qui è mai stato a Napoli? Lei s’è messa a ridere. Ma non hai domande più belle?, ha detto. No, ho detto io, ho solo queste. E’ che non capisco il senso, ha detto lei. Allora ho detto che se nel design non è che le cose devono avere per forza una logica, perché deve avercela un’intervista? Ah interessante, ha detto lei, però può anche sembrare una presa per il culo. Appunto, ho detto io, il confine è molto sottile. Già, ha detto lei. Quindi la Napoli del futuro? E loro si sono messe di nuovo a ridere. Ma non hai altre domande?, ha chiesto la ragazza vicina. Sì, ho detto io, ma non sono molto più sensate. Ah beh allora fa niente, ha detto lei. Ok ciao, ho detto io, e io e il collega fotografo Papàdario ce ne siamo andati da un altro tizio. Anche lui era in compagnia, il suo amico era un inglese con un farfallino rosso enorme, sembrava un personaggio di David Lynch. Lui invece era pelato con il maglioncino arancione. Ciao, ho detto, e gli ho spiegato dell’intervista. Quanto tempo vuoi?, ha detto lui come per dire non ti do più di 2 minuti. 60 secondi, ho detto io. Ok, ha detto lui. Allora, qual è il tuo messaggio per i produttori d’olio? Toscani o pugliesi? Pugliesi, ho detto. Lui ci ha pensato un secondo poi ha detto Il mio messaggio è Bene, bravi. Bene, bravi?, ho detto io. Sì, ha detto lui. Ma perché Bene, bravi?, ho detto io, solo perché fanno olio o per qualche motivo in particolare? Allora lui ha spiegato che l’olio spagnolo è più speziato, quello toscano più docile e quello pugliese più aggressivo, e che comunque l’olio italiano è il migliore. Bene, ho detto io, ma il design cosa può fare per l’olio? Per esempio, quando uno si macchia, si può migliorare la forma della macchia d’olio per renderla più piacevole? Si può cambiare il colore, ha detto lui. Cioè? Farla rossa. Ma poi sembra sangue, ho detto. Allora blu, ha detto lui. Ok i 60 secondi sono passati, ho detto, grazie mille. Grazie a te, ha detto lui, e m’ha sorriso. Poi è tornato a parlare con l’amico inglese. Io e il collega Papàdario ci siamo presi un Only yo e ci siamo spogliati un po’ perché faceva davvero caldo. Poi abbiamo beccato altri due designer che si prendevano una birra Heineken nella speciale bottiglia in alluminio. Blabla, ho detto, e ho iniziato a fargli domande. Sulla Napoli del futuro avevano da dire le stesse cose di tutti gli altri, cioè che non c’erano mai stati, frequentavano di più le città estere. Sull’influenza delle ciliegie uno dei due ha scherzato dicendo che sapeva fare il nodo al picciòlo con la lingua. Solo quando gli ho chiesto dell’olio abbiamo iniziato a parlare sul serio. L’olio, ha detto lui, è un prodotto di eccellenza. Per questo il design ha incominciato a interessarsi all’olio. E si può fare qualcosa per migliorarlo?, ho detto io facendo l’esempio della macchia. Beh, quando uno si macchia si macchia, ha detto lui. Sì, ho detto io, però forse il design può intervenire e trasformare un evento considerato spiacevole in un’opportunità. Lui ne ha discusso un po’ con l’amico più alto. Forse, ha detto, si potrebbe intervenire lavorando sulla possibilità di ovviare all’inconveniente, o sfruttando lo scivolamento della goccia sulla maglietta per generare forme interessanti. Appunto!, ho detto. Lui ha detto che però si dovrebbe lavorare sui materiali, e che insomma la cosa era abbastanza complicata, allora siamo passati a un altro argomento, cioè l’innamoramento di due tazze. Come cambia il design di due tazze quando si uniscono nell’amore?, ho chiesto. Beh, ha detto lui, secondo me le due tazze rimangono separate. E come si capisce che sono innamorate? Non so, ha detto lui, mi sembra troppo surreale, non mi piace. A questo punto è intervenuta la barista dicendo che le due tazze potevano essere rotte e poi i pezzi riuniti in un’unica tazza. Potrebbe essere?, ho chiesto al tizio. Lui era abbastanza perplesso, allora è intervenuto l’amico alto. Secondo me, ha detto, una tazza si può innamorare di un piattino più che di un’altra tazza. Perché il piattino e la tazza sono i due sessi opposti, mentre due tazze sono dello stesso sesso. Comunque, ha detto ridacchiando, non ho nessun problema con l’omosessualità! Bene, e invece per quanto riguarda il design del cittadino del futuro? Si può migliorare qualcosa, aggiungere un piede per esempio? Mah, ha detto il ragazzo basso, si dovrebbe creare una nuova coscienza. E come te l’immagini, questa coscienza? Che forma potrebbe avere? Non so, visto che la forma va di pari passo con il contenuto, al miglioramento interiore corrisponderebbe quello esteriore. Grazie, ho detto io, buona giornata. Anche a voi. Io e il collega Papàdario ci siamo fatti dare due birre Heineken nella speciale bottiglia d’alluminio. Poi la barista della bancarella accanto, quella delle due tazze innamorate, è venuta da me e ha detto Ma chi era quello stronzo? Chi?, ho detto io. Quello appoggiato al bancone con cui stavate parlando prima. Ah, ho detto, non lo so, è uno che fa design. Che stronzo, ha detto lei, quando prima ho detto la cosa delle due tazze m’ha guardato malissimo e non m’ha cagato nemmeno di striscio. Solo perché lui ha studiato cinque anni di design e io indosso una maglietta Nescafé. E’ vero, ho detto io, è stato un po’ stronzo. Quelli lì, ha detto la ragazza barista, fanno tanto i superiori, ma non fanno proprio nulla di speciale. Perché per esempio non inventano un contenitore della spazzatura diviso in tre cestini, uno per l’organico, uno per il vetro e uno per il resto? Sarebbe comodo no? Eccome!, ho detto io. Abbiamo chiacchierato un po’ e è arrivato anche un altro amico della bancarella Nescafé, che poi non era Nescafé ma un’altra marca di caffè che non ricordo. Lei aveva studiato grafica, lui faceva lavoretti e ogni tanto qualche sito internet, ma solo per piacere. Dopo un po’ ci siamo salutati anche con loro. Mentre passeggiavamo verso l’agenzia, ho detto al collega Papàdario che non capivo com’erano andate le interviste, perché in fondo i designer non mi erano stati così antipatici, e poi non ero riuscito a prenderli in giro, anzi m’avevano preso in giro più loro. Boh, ha detto il collega fotografo Papàdario, stamattina sembrava che venisse a piovere, invece fa davvero caldo.

     
    venerdì, aprile 15, 2005
    super amici, sapete se c'è un coso online dove mettere foto che non sia flickr e nemmeno altervista? perché a me questi non funzionano!

     




    non è bellissimo?! l'ho preso da http://www.aliceavallone.splinder.com/post/4520935.

     
    giovedì, aprile 14, 2005
    ieri sono uscito dal metrò e per terra c'era un telo con su cd e film masterizzati e così ci ho dato un'occhiata e ho pensato Ehi, c'è il dvd di Robots! Il tizio nero del telo ha visto che ero tutto eccitato e ha detto che costava solo 5 euro. sei ancora qui tra cinque minuti?, ho detto io, perché non ho soldi con me. certo!, ha detto lui, sono qui sempre, fino alle otto. allora sono corso a casa, ho messo in frigo un po' di cose, ho preso i soldi e sono tornato indietro tutto veloce. hai fatto presto, ha detto lui. m'ha dato il dvd e io gli ho dato i soldi, poi ho visto che c'era anche Super size me e così mi sono preso pure quello. è bello, ha detto il tizio, l'ho visto l'altra sera. fa ridere. bene bene, ho detto io. lui m'ha dato la mano e io gliel'ho stretta e lui, tutto sciolto, ha detto Io sono Paco, come per dire Se hai bisogno sono qui. ah ok, ho detto io, e l'ho salutato e sono andato a casa a rivedermi un pezzo di Robots.

    quello che è successo poi è che Super size me non funzionava, allora sono tornato da Paco che ha detto Tranquillo! e me l'ha cambiato con Ray. e siccome credo che diventerà il mio fornitore ufficiale di film ho pensato di fare questa rubrica di recensioni che si chiamerà Le recensioni di Paco. stasera, se torno a casa prima delle otto, gliene parlo.

     
    mercoledì, aprile 13, 2005
    Entra nel Guinness dei Primati!



    Il 16 aprile a LaThuile un sacco di decine di migliaia di sciatori si metteranno tutti in fila per formare la catena di sciatori più lunga nel mondo. Così ho pensato Ehi, perché non andare a intervistarli tutti e fare l'intervista più lunga del mondo e entrare anche noi nel Guinness dei Primati?! Per ora i pazzi malati siamo io Thomas Pololi e probabilmente lui il critico della vita Paolo Spremuta Cammarano. Abbiamo due bob, registratorini e pettorine sandwich arancioni con scritto "Partecipa anche tu all'intervista più lunga del mondo!" in tre lingue. Ma per fare un'intervista così lunghissima uno/due intervistatori non bastano. E allora ho pensato: Ehi, perché non venite anche voi?! Non c'è bisogno di essere scrittori o giornalisti o cose del genere, basta che abbiate un registratorino o un quaderno e tutto quello che serve per stare sulla neve! Al sandwich pettorina ci pensiamo noi/io. Voi dovete solo dire Ci sono. Ma ditelo subito, perché manca davvero pochissimo!

    Informazioni sulla più grande catena di sciatori del mondo le trovate qui http://www.lathuile.net/inverno/news.asp?id=26

    Guinness dei Primati e LaThuile, stiamo arrivandooo!!!

     
    lunedì, aprile 11, 2005
    domenica in corso buenos aires c'era un sacco di gente che correva, e io ero lì per caso perché avevo appena perso un treno in porta venezia e così mi sono messo a applaudire insieme ad altri che erano lì non per caso. dicevano Bravo! Bravo!, e ogni tanto anche i corridori applaudivano a se stessi. uno ha buttato una bottiglia mezza piena d'acqua per terra e ha fatto la faccia come per dire Mica posso buttarla nel cestino, sto correndo!, e s'è beccato un grande applauso. un altro è passato con una borsa dell'esselunga in spalla e una birra in mano e tutti si sono accorti che non c'entrava niente con la corsa, allora gli ho fatto un piccolo applauso io ma lui è passato dritto. poi ho pensato che avrei potuto chiedergli perché aveva scelto di partecipare in quel modo alla gara, forse aveva scoperto che la birra è più energizzante del gatorade?, o che i sacchetti dell'esselunga emanano una forza particolare che fa correre più forte?, era una performance la sua? avrei potuto prendere una spugna gonfia d'acqua e strizzargliela in testa come se fosse un atleta. insomma, potevo fare tutte queste cose ma non le ho fatte perché non avevo nessuno che documentasse la cosa. ahahahahahahah! alla fine sono andato da spizzico e ho provato la nuova panna cotta con frutti di bosco, che non è male ma nemmeno troppo buona.

     
    venerdì, aprile 08, 2005
    vicino a dove lavoro c'è il bar lisa, ed è più o meno sempre lì che vado la mattina a prendere il cappuccino o il latte con la cremina come lo chiamo io, ed è ancora lì che ogni tanto mi preparano dei panini wurstel e crauti che a me sembrano buonissimi, ed è di nuovo lì che lavora una cameriera che si chiama lisa come il bar, anche se in realtà è il bar che si chiama lisa come lei. lisa fino a qualche mese fa non sapeva come mi chiamavo, così quando entravo nel bar mi salutava con un semplice ciao e un sorriso. poi, un giorno, mentre facevo colazione il mio abbonamento del metrò è scivolato dalla tasca ed è stata proprio lisa a riportarmelo in agenzia. thomas, ha detto, hai perso questo. e da quel giorno ogni volta che entro nel bar dice ciao thomas. oggi, verso l'una, sono entrato nel bar lisa e ho preso una cioccolata. mentre la preparava, lisa ha detto che con questo tempo viene proprio voglia. eh sì, ho detto io. lei ha appoggiato la cioccolata sul bancone e ha detto ecco, tommi.

     
    lunedì, aprile 04, 2005
    Ahahah stavo guardando le chiavi di ricerca di shinystat e quando ho visto "negro scopa bianca" ho pensato Ma chi è quel pazzo malato che cerca foto di neri con in mano scope bianche? Ahahahahahahah!

     
    venerdì, aprile 01, 2005
    Chupade el dedo è una novità motta. le altre novità motta sono la versione su stecco del cono smarties, la versione su stecco del maxibon e la versione su stecco di tutto quanto può essere messo su stecco alla motta. ma Chupade el dedo è davvero nuovo. infatti è una versione su dito del classico ghiacciolo su stecco. lo stecco che regge il ghiacciolo a un certo punto diventa ditale, e tu ci metti dentro un dito e quello diventa subito lunghissimo e fatto di ghiacciolo! i gusti sono tre: fragola arancia, cola limone o gelato cioccolato panna. forse all'inizio la gente avrà vergogna a ciucciarsi il dito, ma anche quelli che andavano in bicicletta all'inizio avevano vergogna a pedalare. insomma io super spero che la cosa prenda piede, proprio come dice il manifesto motta. Chupade el dedo ha un nome orribile ma è maneggevolissimo e il ghiacciolo è buono, e poi è divertentissimo perché sembra davvero di ciucciarsi il dito! forse tra qualche anno tutti gli stecchi saranno rimpiazzati da fantastici ditali, e anche i magnum, i cremini e i liuk diventeranno gelati su dito. quindi, super amici, quando avete voglia di qualcosa di super fresco ricordatevi di Chupade el dedo! è il gelato del super futuro!!!

     

    oggi ho scoperto un gelato straordinario che si chiama Chupate el dedo! in pratica è un ghiacciolo cilindrico sottile da infilarsi al dito. puoi ciucciarti il pollice, l'indice, quello che ti pare. i gusti sono fragola arancia, cola limone e la versione gelato cioccolato e panna. l'anno scorso il gelato dell'estate è stato il papik alla fragola. quest'anno potrebbe essere Chupate el dedo!!!

    altri gelati interessanti che non ho ancora provato sono:
    - il nuovo solero all'arancia rossa e gialla
    - la coppa del nonno cappuccino
    - un altro che adesso non mi ricordo

    ps. c'è anche un'altra fantastica invenzione da infilarsi al dito. si chiama brush aways ed è una specie di spazzolino per dito, solo che invece delle setole c'è una specie di panno al gusto dentifricio alla menta. l'altro giorno l'ho usato per lavarmi i denti ed è stato bellissimo!

    pps. appena avrò tempo scriverò una fantastica e approfondita recensione di Chupate el dedo!

     
    oggi
    giugno 2008
    maggio 2008
    aprile 2008
    marzo 2008
    febbraio 2008
    gennaio 2008
    dicembre 2007
    novembre 2007
    ottobre 2007
    settembre 2007
    agosto 2007
    luglio 2007
    giugno 2007
    maggio 2007
    aprile 2007
    marzo 2007
    febbraio 2007
    gennaio 2007
    dicembre 2006
    novembre 2006
    ottobre 2006
    settembre 2006
    agosto 2006
    luglio 2006
    giugno 2006
    maggio 2006
    aprile 2006
    marzo 2006
    febbraio 2006
    gennaio 2006
    dicembre 2005
    novembre 2005
    ottobre 2005
    settembre 2005
    agosto 2005
    luglio 2005
    giugno 2005
    maggio 2005
    aprile 2005
    marzo 2005
    febbraio 2005
    gennaio 2005
    dicembre 2004
    novembre 2004
    ottobre 2004
    settembre 2004
    agosto 2004
    luglio 2004
    giugno 2004
    maggio 2004
    aprile 2004
    marzo 2004
    febbraio 2004
    gennaio 2004
    dicembre 2003
    novembre 2003
    ottobre 2003
    settembre 2003
    aspetta corridrice!
    casa dell'accrocchio.
    centro studi valerio millefoglie
    comavigile!
    conscious design
    i fumetti dei sogni
    IL BLOG DI CINEMA CHE MI FA RIDERE
    il consigliere comunale che finirà impallinato da mio nonno Giacomo Pololi
    il MySpace
    il più grande artista morente.
    il sito di quelli che fanno il papik
    L'ACCALAPPIACANI
    l'entusiasmo di valentina
    la nostalgia di paolo
    la spostata è a casa ed è irene
    la vita istruzioni per l'uso (non il libro!).
    la vivide carli moretti
    lagatina
    le grandi fatiche letterarie 1!
    le grandi fatiche letterarie 2!
    le grandi fatiche letterarie 3!
    lo ieri è il domani, oggi
    mio fratello
    mondo nero
    notizie dal sottomondo
    renault 4
    scuola elementare di scrittura emiliana
    trucchetti
    visitato *loading* volte