martedì, novembre 30, 2004
ci sono due cose che vorrei fare in questi giorni, però mi serve anche il vostro aiuto.

la prima è un fotoblog con solo foto di camere. camere da letto, intendo, quelle dove si appendono i poster e si cerca di tenere in ordine l'archivio della vita. il blog l'ho già aperto. ora mi servono le foto delle camere. anche della tua! mandala a affacciatiallafinestra@hotmail.com se non vuoi vedermi vomitare sangue!

la seconda cosa è una festa o qualcosa del genere. ancora non so come si chiamerà. il primo nome che m'è venuto in mente è Festa SuperSuperBambina, ma mi sa che lo cambierò anche se mi fa molto ridere. in pratica lo scopo della festa è tornare bambini piccolissimi, quindi si potranno fare tutte le cose che fanno i bambini piccolissimi e nessuna delle cose che fanno gli adulti. il tutto senza stare a pensarci troppo. ci saranno palline come quelle di mcdonald's, giocattoli da non tenere lontano dalla portata dei bambini e un sacco di altre cose bellissime. e non ci sarà nessun fratello grande e nessun genitore che rompe. mancano solo due cose, e cioè l'appartamento o qualcosa del genere dove fare tutto questo e la voce che giri. se potete aiutare ve ne sarei moltissimo gratissimo!


 
venerdì, novembre 26, 2004
ieri sera mi sono arrivate due cose bellissime che aspettavo da un po'. una è la versione cd di Men and cartoons, una raccolta di jonathan lethem raccontata da voci di diversi tizi americani. in realtà io ero convinto di avere ordinato il libro più cd, quindi mi sono ascoltato qualcosa in bagno e l'unica cosa che ho capito della prima storia è che parla di un tizio che crede di essere The Vision, un supereroe della marvel.

l'altra cosa bellissima che m'è arrivata è Blankets, un super romanzo a fumetti di craig thompson. l'ho portato in cucina e l'ho pesato e il cosino della bilancia indicava quasi un chilo e mezzo. Ooh, ho pensato. dopo l'ho fatto vedere a mia madre e lei ha detto Ma spendi troppo in queste cose, lo sai che con tutto quello che spendi in cagate potresti comprarti una macchina? ma Blankets è davvero bello. un po' dopo l'inizio c'è una scena in cui craig da ragazzo viene convinto da un prete a iscriversi a una specie di seminario, e allora cammina in mezzo alla neve e decide che per cancellare i suoi peccati deve bruciare tutti i suoi vecchi disegni. li butta in un bidone d'acciaio e gli dà fuoco, e mentre quelli gli bruciano davanti lui s'inginocchia nella neve e vomita i suoi ricordi. stamattina, in treno, questa cosa m'ha fatto tremare tutto di commozione. non è bellissimo?


 
mercoledì, novembre 24, 2004
stanotte ho sognato che ero prigioniero in Cambogia. eravamo una trentina di persone, chiusi in una grande stanza sporca come la discarica di guerre stellari, ed era successo tutto per colpa dell'11 settembre. dopo un po' è arrivato anche un mio vecchio amico che alle superiori aveva spento una sigaretta sulla schiena di un piccione. m'ha messo un braccio intorno al collo e m'ha trascinato fino al bagno e una volta lì ha tirato fuori dalle tasche un mucchio di elastichini blu che nel sogno significavano sapone. io li ho fatti cadere tutti per terra, e l'amico ha detto Ma cazzo sei scemo così ci fai beccare! e infatti l'hanno beccato. l'hanno trascinato al centro della stanza e davanti a tutti gli hanno puntato una telecamerina contro e lui ha iniziato a parlare di come la situazione di noi prigionieri doveva essere regolamentata e supervisionata dalle autorità. col cavolo!, ha detto alla fine una delle guardie, e gli ha tirato un calcione in bocca. l'amico è finito a terra tutto sanguinante, e un'altra guardia ha tirato fuori una pistola e gli ha sparato ovunque. ad ogni colpo, il corpo dell'amico si gonfiava come se il proiettile gli fosse esploso dentro, e così abbiamo tutti capito che la situazione non era delle migliori.
dopo un po', un ragazzino è venuto da me e m'ha spiegato che i nuovi padroni del mondo stavano cercando di rimediare agli sconvolgimenti climatici spostando tutto un po' più a destra. m'ha fatto vedere due mappe della terra, e in una effettivamente tutte le cose erano spostate un pochino più a destra.
i giorni passavano e alcuni prigionieri cominciavano a litigare tra loro. così uno ha detto Ehi, perché non ci diamo da fare invece di starcene qui a far niente?, e tutti si sono entusiasmati e hanno iniziato a lavorare moltissimo. proprio accanto alla stanza c'era un enorme capannone pieno di macchinari industriali che faceva proprio al caso. i prigionieri sono saliti su ruspe e altre cose meccaniche e tutto ha cominciato a muoversi, e per camminare bisognava stare attenti a tutti questi bracci meccanici che potevano sbatterti addosso da un momento all'altro. non staranno esagerando?, ho detto a una mia amica. lei ha detto che probabilmente la produzione doveva ammortizzare i costi dell'affitto dei macchinari girando una bella scena in cui si muovevano tutti. già, ho detto io, dev'essere proprio così.
sono passati altri giorni. tra i macchinari c'era anche una scala mobile come quelle dei centri commerciali, solo che non portava da nessuna parte. scendeva nel pavimento e risaliva fino al pavimento. la utilizzavamo io e altri due ragazzini per passare il tempo, finché a un certo punto uno dei due è caduto tra i gradini e ha scoperto che la scala mobile in realtà nascondeva un passaggio segreto. e così siamo scappati dalla prigione e ci siamo ritrovati a seguire il corso di un fiume nel mezzo della foresta della cambogia. c'erano dei grossi pesci nel fiume, alcuni molto pericolosi, ma sapevamo già come evitarli perché erano gli stessi che avevamo incontrato mentre ci portavano alla prigione. fine del sogno.

 
lunedì, novembre 22, 2004
qualche giorno fa m'è venuta una macchiolina in bocca. di solito vengono sulle gengive ma a me è venuta proprio in fondo, un po' dopo gli ultimi denti. faceva malissimo. la mattina mi svegliavo e quasi non riuscivo a aprire la bocca, e quando cercavo di fumare la situazione peggiorava moltissimo. cavolo, ho pensato, magari non è una macchiolina, magari è una cosa grave! così mi sono preso una mattina di ferie e sono andato dal dottore. in sala d'attesa c'erano una decina di signore, tutte con la loro borsetta e il loro libretto della mutua appoggiato alle gambe. se ne stavano lì a guardarsi attorno, ogni tanto qualcuna prendeva una rivista e la sfogliava, poi la riappoggiava e continuava a guardarsi attorno. il dottore s'è fatto vivo quando ormai era molto tardi. s'è affacciato alla porta della sala d'attesa e ha detto buongiorno, e tutti abbiamo detto buongiorno, e lui s'è chiuso nel suo studio. dopo una decina di minuti ha detto avanti!, e una signora s'è alzata ed è sparita per tre quarti d'ora. poi il dottore ha detto di nuovo avanti!, e allora ho capito che la cosa sarebbe durata moltissimo e ho deciso di andarmene. in farmacia c'era una ragazza. m'ha detto buongiorno, come il dottore. io le ho spiegato che avevo questa macchiolina bianca in bocca, e lei ha detto che si chiama afta e m'ha consigliato dei prodotti naturali per farla sparire nel giro di quattro cinque giorni. c'era un gel da spalmare sulla macchiolina, un dischetto da applicare sulla macchiolina e un colluttorio. siccome la mia macchiolina era proprio in fondo in fondo, ho preso il colluttorio. quando l'ho provato, ho pensato cavolo che buono! sapeva di sciroppo all'anice e lasciava in bocca una specie di membrana disinfettante che spariva dopo un'ora. ho pensato che la scienza medica ha fatto davvero dei passi da gigante dall'ultima volta che ho usato un colluttorio. e infatti, nel giro di pochi giorni, la macchiolina è praticamente sparita, ma io continuo a mettermi il colluttorio perché mi piace davvero un sacco. sull'afta ho scritto anche un fumettino. si chiama Amico Duck impara L'afta. però non posso farvelo leggere perché non so come metterlo su internet. appena ci riuscirò, avrete il piacere di scoprire le fantastiche lezioni di Thomas e Amico Duck. fine.

 
giovedì, novembre 18, 2004
l'altra sera sono arrivato a casa e mia sorella ha detto che il cane aveva un tumore al seno. il cane è una yorkshire e si chiama vivì. mia sorella diceva che aveva le mammelle gonfie e si comportava in modo molto strano in questi giorni. così il giorno dopo mia madre l'ha portata dal veterinario. la sera dopo sono arrivato a casa e mia sorella m'ha detto che il cane non aveva un tumore al seno. semplicemente pensava che il pollo di gomma che le abbiamo comprato da auchan fosse suo figlio, e così lo portava sempre in giro e nelle mammelle le si era formato il latte dell'allattamento. la cosa mi ha portato a riflettere ai livelli più profondi dell'animo umano, così ho pensato Cavolo, ma com'è possibile che succedano queste cose? Dov'è finita la Natura? Un enorme tzunami sta per porre fine all'umanità? mia madre dice che i cani sentono le cose prima che succedano perché ha letto un mucchio di storie del genere su Gente. ma un po' ci credo anch'io. e allora, amici, facciamo qualcosa per questi esseri magici che ci stanno attaccati tutti i giorni, e anche per tutti quelli che non ci stanno attaccati ma sono molto rilassanti da guardare alla tv. dobbiamo riciclare le carte! dobbiamo avvolgere le cicche nella carta stagnola prima di buttarle! dobbiamo guardare l'alba del giorno dopo e pensare Dio, che bel film!
io l'ho pensato. e se l'avete pensato anche voi, vuol dire che è ora di fare un nuovo passo avanti. venite qui!!! io sarò tra il pubblico, e forse ci sarà anche vivì con il pollo di plastica. ci vediamo.




 
lunedì, novembre 15, 2004
venerdì sera sono sceso nel metrò e una vecchietta con gli occhiali e il cappellino rosso m'ha chiamato. ragazzo!, ragazzo!, ha detto. io mi sono avvicinato e lei s'è presentata come una docente di neuroscienze alle università la sapienza di roma e san raffaele di milano. perdoni, ha detto, il mio assistente se n'è andato, ora è a brescia. non è che mi può aiutare a portare questi di sopra? dietro la signora c'erano tre sacchetti della spesa gialli pieni di roba. nel metrò eravamo solo noi due. non c'è problema, ho detto io. ah, bene, bene, che gentile, lei è studente?, ha detto la signora. così siamo saliti fino in cima. arrivati in cima, la signora mi ha chiesto se ero così gentile da portarle i sacchetti fino a via solferino. ok, ho detto io. intanto chiacchieravamo dell'università e io le dicevo che scrivo delle cose, e lei diceva ah, bene, bene, si vede che hai un'espressione sobria, si vede che sei uno che pensa. ogni tanto si fermava per sottolineare delle parti importanti del discorso e io rimanevo lì a annuire con le borse della spesa che mi schiacciavano le dita. poi non ricordo come è venuto fuori che io volevo intervistare rita levi montalcini, così lei ha detto oh, ma la conosco rita, siamo amiche. anche lei è ebrea. così ho cercato di convincere la signora a organizzarmi un'intervista con rita ma lei diceva che per gli scienziati c'era questo cliché per cui non ci si può far intervistare senza prima aver preparato tutto quanto per bene, e io le dicevo beh allora prepariamo tutto per bene. ma lei per che rivista scrive?, nessuna!, dicevo io. ah, thomas, thomas, diceva lei, come per dire ah, thomas, che discolo che sei!, e a me veniva da ridere. oh, ecco, siamo arrivati, ha detto la signora a un certo punto. in realtà c'erano ancora sei piani di scale da fare, lei abitava proprio in cima al palazzo, in un attico. siamo rimasti fuori dalla porta a chiacchierare per un po', poi lei ha detto ti dò un consiglio prezioso, thomas. quando scrivi, datti una disciplina. non scrivere una volta la sera, un'altra al pomeriggio, non fare così. il mattino. il mattino è il momento ideale. c'è uno studio scientifico. devi allineare il tuo bioritmo a quello della giornata. andare a letto presto e alzarti all'alba, insieme al sole. è quello il momento ideale per scrivere. bene, lo farò, ho detto io, ora però devo andare. ripassa quando vuoi, ha detto lei. e così me ne sono tornato al metrò, tutto contento.

 
lunedì, novembre 08, 2004
stasera, a cavenago di brianza, alle nove, valerio millefoglie e matteo b. bianchi lotteranno su un ring per decidere se the hours di cunningham è un bel libro o una schifezza. purtroppo la lotta sarà solo vocale, ma ci sarà comunque da divertirsi moltissimo! e le sorprese non mancheranno. per informazioni molto più precise, ecco www.notasuperstardj.splinder.com, www.matteobb.com e www.sbv.mi.it/IT/sistema/003/007/002/001/.

 
venerdì, novembre 05, 2004
oh alele!

alele cichetonga!

ambassa ambassa ambassa!

oh ale baluà baluè!

 
giovedì, novembre 04, 2004
i miei hanno preso un nuovo garage. nell'altro ci sono la Tipo, le bici e un sacco di scatoloni. in uno degli scatoloni c'è tutta la mia raccolta di Topolino, e da un po' di tempo penso che dovrei riportarli in casa, anche se non ho idea di dove metterli. comunque, il nuovo garage è un grosso problema. la macchina ci passa appena e mia madre vuole che la rimetta sempre dentro, quando esco, perché potrebbe succedere che rubano qualcosa. io cerco di spiegarle che è stata fuori per dieci anni e non hanno mai rubato un cavolo, ma lei dice che c'è anche la questione del ghiaccio, che ora che siamo in inverno se non la si mette in garage, di notte, sui vetri si forma il ghiaccio. io l'ho spiegato a una mia amica e lei ha detto che mia madre ha ragione. solo che da quando ogni volta devo tirare fuori la macchina dal garage e poi rimetterla dentro m'è passata la voglia di uscire. sento che i momenti di me che uscivo e nel buio della sera entravo in macchina e accendevo il riscaldamento al massimo e andavo verso san pellegrino non ci saranno più, ora che c'è il garage con il suo dover infilare le chiavi nella toppa, accendere la luce, richiudere. prima prendere la macchina era così naturale, era come se all'improvviso potessi correre ultravelocemente e pensare ad altro. ora, invece, prendere la macchina è come prendere una macchina. devo assolutamente risolverlo, questo problema del garage. a tutti i costi.

 
mercoledì, novembre 03, 2004
ieri sera davanti alla tv eravamo io, una cotoletta e dei piselli. poi sono arrivati anche una mozary e un po' d'invernizzina. guardavamo la tv. facevano vedere immagini di kerry che passeggia, di bush che ride, cose così. mia madre era seduta sul divano. diceva tu chi voteresti? e io mi vergognavo a dire kerry quindi dicevo bush no di sicuro. sì perché hai visto quel documentario, diceva lei. macché, dicevo io, guarda che bush è un coglione e sta rovinando il mondo! è un pazzo malato! e lo si sapeva già da parecchio. mah, lo dici solo perché hai visto quel documentario, diceva lei. anche mia sorella tiene a bush. dice che almeno lui fa fuori i terroristi, che fa la guerra a tutti i cattivi del mondo. intanto il tg andava avanti e mia madre diceva che vincerà bush, che gli americani tengono a bush. e io dicevo che vincerà kerry, che gli americani non sono così idioti.
alla fine l'ho mandata affanculo perché non ne potevo più di sentirle dire che bush è buono perché ha le sopracciglia come ciampi.
comunque su una cosa aveva ragione. ha vinto bush.

 
martedì, novembre 02, 2004
sabato era halloween e io avevo una maschera fantastica che volevo assolutamente mettere. è la faccia di un alieno stupido con delle piccole antenne verdine e i capelli neri ricci pettinati all'indietro. ho chiesto un po' in casa e alla fine mia sorella l'ha tirata fuori da un mobile. era a pezzi. il mento dell'alieno penzolava come se gli avessero spaccato la mandibola. anche la testa era tagliata a metà, e il naso completamente schiacciato. mia sorella ha detto che non era poi così rotta, bastava metterle l'elastico, ma io non riuscivo nemmeno a vedermi bene allo specchio perché uno dei due occhi era completamente chiuso, e appiccicato con nonsocosa. così ho deciso di lasciar perdere la fantastica maschera da alieno. ho preso dei trucchi e ho iniziato a dipingermi la faccia con un rossetto argento brillantinato. alla fine sembravo uno di quei cartoni animati a cui scoppia una bomba tra le mani e gli si annerisce la faccia. cavolo, ho pensato. ho preso il flaconcino del liquido struccante e l'ho versato su della carta igienica e ho iniziato a struccarmi, ma i brillantini non ne volevano sapere di staccarsi dalla faccia. tanto, ho pensato, li copro con il nuovo trucco. ma il nuovo trucco faceva schifo e ho dovuto tirare via pure quello. al terzo risultato orribile ho deciso di non truccarmi. avevo la faccia tutta appiccicosa e piena di brillantini e mi ero pure depresso. così ho deciso di chiudermi in un cinema e non vedere nessuno. ho chiamato, m'hanno detto cazzo ma dai vieni, t'abbiamo aspettato apposta, sei un bastardo, e io ho detto dai venite voi al cinema, e la risposta è stata più o meno ma vaffanculo. però tutto amichevolmente. al cinema un po' mi vergognavo per via dei brillantini. mi sono seduto in fondo con una lattina di té al limone e la cannuccia, ed è iniziato 2046. quando ho visto la città del futuro dell'inizio ho pensato oooh, wow, il futuro! ma poi il futuro è scomparso e è diventato tutto terribilmente noioso e senza idee. dopo una mezz'ora mi sono alzato e ho fatto un giretto per il cinema e mi sono infilato nella seconda fila di una sala. davano la mala educaciòn, erano al punto in cui juan e l'amico di ignacio vanno in macchina con in sottofondo cuore matto. io sapevo già che juan non era ignacio, ma mi sono divertito comunque. ho anche notato che quando juan se ne va dalla casa dell'amico di ignacio si tocca i pantaloni cercando qualcosa, cioè il suo accendino. quando il film è finito, fuori pioveva. io mi sono infilato in un sottopassaggio a una decina di metri dal cinema e sono arrivato in un giardinetto. c'era un'aiuola al centro e delle piccole scalette ai lati. il giardinetto divideva, anzi univa, due piccoli palazzi eleganti. all'entrata dei palazzi c'erano delle targhette dorate o argentate, e sulle targhette c'erano scritte cose tipo dottore, avvocato, medico chirurgo, odontoiatra, blablabla. i palazzi indossavano le targhette come fossero medaglie al valore, e mi veniva da ridere guardandoli perché nelle finestre si vedevano gli sguardi seri di chi li abitava. dopo un po' me ne sono andato. a casa m'aspettava blob - fluido mortale, con steve mcqueen.

 
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