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venerdì, settembre 24, 2004 |
STORIA VERA!!!
L’altro pomeriggio al parco non c’era nessuno. Non c’era più l’estate. Non c’erano le zanzare. Non c’era il tizio che se ne sta sempre nello stesso punto a giocare con i birilli e i ragazzi che giocano a basket se n’erano andati quasi tutti. Eravamo solo io e una coppia, lui in giacca e cravatta e borsa nera a tracolla, lei in completo marrone. Si baciavano. Si abbracciavano. Io li guardavo e mi piaceva, ero finito in uno di quei film di Woody Allen con le persone di mezza età che si amano appassionatamente. Poi ho visto qualcosa di scuro correre nel prato e nascondersi in una siepe, allora mi sono avvicinato e accovacciato e ho iniziato a tirargli dei sassolini e quello che s’è mosso era un grosso topo nero. Non sembrava cattivo, si gonfiava e sgonfiava velocemente e faceva versetti da topo. Io volevo giocarci ma i sassolini successivi non avevano su di lui alcun effetto, così sono rimasto a guardarlo per un po’ finché non ho visto arrivare delle persone e siccome mi vergognavo a farmi vedere insieme al grosso topo nero mi sono alzato e ho proseguito il mio giretto. posted by alla.finestra | 17:46 | commenti (32) |
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lunedì, settembre 20, 2004 |
"Nevicava, c’era ghiaccio e bora, dovevo stipulare una polizza ad un cliente che abitava all’estrema sommità di una strada, la più ripida della città. Tenendomi per i cancelli e per i muri, vi arrivai. La luce era venuta meno, il cliente se ne stava a letto per mitigare i rigori del gelo. Nel vedermi restò esterrefatto e nello stesso tempo amareggiato, perché gli avrei potuto portare almeno il pane e il latte. Indossò un cappotto e in cucina stipulò la polizza. Ridiscesi da quella interminabile strada utilizzando la mia valigetta a mò di slitta. Un mio collaboratore quel giorno non uscì di casa, pur abitando in centro città. Viceversa, uscì definitivamente dalla mia agenzia."
Il 12 ottobre 1963 il padre di Carlo Fresa lo prese da parte e gli disse: "Devi ritenerti fortunato perché al contrario di me ti trovi già ad iniziare seduto su una sedia di legno. Starà solo a te, nel corso degli anni, farla diventare comoda ed elegante". Era il suo primo giorno da agente. Ora, Carlo Fresa è agente dell'anno di una grande compagnia d'assicurazioni. E la storia qui sopra è sua e mi piace tantissimo. posted by alla.finestra | 13:29 | commenti (1) |
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martedì, settembre 14, 2004 |
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jack's luck runs out è il nuovo fumetto di jason little. io di suo ho letto jitterbug follies, che parla di una ragazza che sviluppa foto in uno studio e un giorno scopre che uno dei suoi clienti è un assassino pazzo malato. m'è piaciuto abbastanza, ma jack che perde la sua fortuna mi sembra ancora meglio e quindi sarà il mio prossimo acquisto su ibs.it, la mia rovina insieme a blockbuster e simili e alle giostre di sparare delle fiere. ah, ieri ho scoperto che il raymond scott che suonava nel raymond scott quintet negli anni 30 e quello che inventava strumenti elettronici che suonavano da soli negli anni 50 sono lo stesso raymond scott! e il batterista del raymond scott quintet, johnny williams, era il padre di john williams. e la copertina di uno dei dischi di raymond scott è di chris ware! non è straordinario tutto questo? sì, lo è! quindi date un'occhiata a www.raymondscott.com, che è anche un bel sito. posted by alla.finestra | 13:29 | commenti (1) |
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lunedì, settembre 13, 2004 |
venerdì sera, verso le dieci, siamo entrati nella fabbrica dell’orrore. eravamo in cinque, io un mio amico suo fratello e un amico e un’amica di suo fratello che pensavano di uscire a fare tutt’altro che entrare in una fabbrica dell’orrore. comunque siamo entrati. avevamo due torce, una di quelle che fanno il pallino di luce e una al neon. siamo saliti per la scalinata che porta allo stanzone con tutte le colonne un po’ gotiche e abbiamo spento le luci e ci siamo immaginati come sarebbe stato con tutte le candeline accese intorno. io ero molto soddisfatto. l’amica del fratello del mio amico continuava a dire statemi dietro, voglio qualcuno dietro, no non andiamo di qua, no torniamo indietro, no no no nooo! era un po’ spaventata. quando siamo usciti una macchina con una sirena veniva verso di noi da in fondo alla strada. la polizia, ho detto io. invece erano i carabinieri. ci hanno chiesto i documenti e blablabla. io a un certo punto mi sono messo a ridere e il carabiniere seduto dietro ha detto che c'è da ridere, ti sembra il momento di ridere? perché, che momento è?, gli ho detto io. lui non ha detto niente e così ho pensato che ero stato davvero figo a rispondergli così. alla fine il tizio ci ha ridato i documenti e ha detto che nel qualcaso fossimo stati intenzionati ad entrare sappiate che andrete incontro a sanzioni disciplinari eccetera eccetera. insomma, fare qualcosa nella fabbrica dell’orrore sarà molto difficile. o forse no. in ogni caso, la serata dell’orrore si farà. probabilmente il 16 o 17 ottobre. dove, lo scopriremo presto.
posted by alla.finestra | 11:28 | commenti (6) |
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venerdì, settembre 10, 2004 |
nell'archivio sfiziosi di lavitaistruzioniperluso.splinder.com ci sono un mucchio di siti molto belli. c'è il simulatore di discorsi papali della mollefabbrica, c'è il sito di dei tizi che hanno piantato falsi segnali stradali a budapest, ci sono il blog di quentin tarantino e quello di andy kaufman tornato tra noi. e poi c'è questo, che è il sito più bello che io abbia mai visitato.
http://www.10eastern.com/foundphotos.html posted by alla.finestra | 11:40 | commenti (3) |
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mercoledì, settembre 08, 2004 |
LA MALEDIZIONE DI JAR!
Cinthia May e Mark Romer erano così ansiosi di trovare una casa dove potersi coccolare alla larga del Signor May che non diedero ascolto a chi diceva che la loro villetta era infestata dallo spirito del cavallo di Jar. Sono dicerie di contadini, disse il tizio dell’agenzia immobiliare tutto sorridente, Il cavallo di Jar! Fa quasi ridere. Ah, ecco le chiavi della villa. Purtroppo non potrò visitarla insieme a voi perché mia madre ha un tumore al cervello grosso come una melanzana. Il medico dice che le si potrebbe aprire il cranio da un momento all’altro, e non vorrei perdermi lo spettacolo! Così Cinthia May e Mark Romer il mattino dopo si alzarono di buon’ora, montarono sulla loro vecchia Harley Davidson e si godettero il vento tiepido che percorreva i tornanti della collina di Jarville. Ehi, guarda!, disse Cinthia a un certo punto, Cavalli! Mark rallentò. Da dietro una staccionata, una branco di una decina di cavalli fissava la Harley Davidson e i due passeggeri. Sembrano intelligenti, disse Mark. Cinthia non disse niente. Il motore della Harley tornò a ruggire lungo i tornanti. La villa era una villetta come tante altre. Il giardino era abbastanza ordinato, anche se in alcuni punti l’erba era stata estirpata. Dietro la casa c’era una grossa stalla. Mark spinse il portone di ferro ed entrò a dare un’occhiata, mentre Cinthia si fumava una sigaretta in giardino. C’è un odore orribile qua dentro!, gridò Mark. La fiammella del suo accendino faceva sparire e riapparire barlumi di fango, corde, assi di legno. Mark puntò l’accendino verso il punto da cui proveniva la puzza e lo fece scattare. Vide un’insegna fissata al soffitto con due corde. Nell’insegna era scavata una scritta che diceva: JAR! Cazzo!, disse Mark, e lasciò cadere l’accendino che all’improvviso s’era fatto bollente. Ripescarlo in mezzo al fango era impossibile. Mark allungò le braccia e iniziò a tastare i muri di legno della stalla per trovare l’uscita. Ma il calore che d’un tratto sentì sotto le sue dita non era quello di una trave di legno. Sembrava… era il corpo di un cavallo! Mark iniziò a correre e battere i pugni contro ogni cosa. Cinthia!, gridò, Cinthia! La luce del giorno irruppe nella stalla. Cinthia!, disse Mark saltando verso il rettangolo di luce. Quando vide la sua amata consorte, Mark non riuscì a trattenersi dall’abbracciarla. Mark, sei sporco come un cane randagio!, disse Cinthia. E risero insieme mentre la porta della stalla si chiudeva alle loro spalle. FINE PRIMA PARTE. Cosa nasconde la villa della collina di Jarville? Lo scoprirete tra poche settimane. Nel frattempo, cercate di... sopravvivere!!! posted by alla.finestra | 12:39 | commenti (13) |